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A Reggio l’emergenza nel quartiere Arghillà: tra criminalità, rifiuti in fiamme e disservizi

Poche ore fa l’ennesimo incendio di rifiuti ha fatto sprigionare fumi che fanno preoccupare i residenti: «Arghillà chiede di essere normale»

Pubblicato il: 13/02/2024 – 7:41
di Mariateresa Ripolo
A Reggio l’emergenza nel quartiere Arghillà: tra criminalità, rifiuti in fiamme e disservizi

REGGIO CALABRIA Distese di rifiuti in fiamme per le strade, grosse perdite d’acqua che si protraggono per giorni, danneggiamenti alle auto parcheggiate. È un continuo di segnalazioni da parte dei residenti di uno dei quartieri più problematici di Reggio Calabria. «Nel quartiere Arghillà si vive tra spazzatura, fogna, blatte e topi con il rischio di una epidemia»: è la denuncia di un cittadino sui social. Una delle tante, accompagnate da foto che mettono in evidenza le condizioni di enorme disagio con cui si trovano costretti a convivere i residenti che parlano di una vera e propria emergenza sanitaria. Poche ore fa l’ennesimo incendio di rifiuti ha fatto sprigionare fumi che fanno preoccupare chi vive nei dintorni.

L’incontro in Prefettura e la richiesta d’intervento della Commissione parlamentare d’inchiesta

Nelle scorse settimane è stato il neo prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro a voler accendere i riflettori sul caso del quartiere della periferia reggina, chiedendo un incontro al sindaco Giuseppe Falcomatà, che in una nota ha parlato di «un quartiere paesaggisticamente bellissimo della nostra città che però presenta un contesto di criminalità e di degrado diffuso che si protrae da anni e inizia da quando si è deciso di spostare il problema della degli alloggi popolari delle famiglie Rom, dall’ex Caserma 208 al quartiere di Modenelle in Arghillà». «Tra i nostri obiettivi – aveva assicurato il primo cittadino – vi sono una serie di interventi in parte già in atto, penso ai 20 milioni di finanziamento del Pinqua. Sono tutte opere che vanno realizzate consentendo l’eliminazione di quella “cortina di ferro” che oggi è costituita dagli alloggi popolari occupato abusivamente. In questo caso si tratta di una questione che va affrontata redistribuendo tutte le famiglie sul territorio e non ghettizzandoli in un quartiere della città».
E il caso diventa anche terreno di “scontro” politico. Pochi giorni fa è stato il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro a chiedere l’intervento di Alessandro Battilocchio, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie. «Urge – ha detto Cannizzaro – che su Arghillà, in particolare, si accendano i riflettori nazionali».

I cittadini: «Arghillà chiede di essere normale»

Ma l’esasperazione dei cittadini, che chiedono «solo normalità», cresce. «Fanno solo annunci e proclami mentre noi residenti del quartiere ci intossichiamo e ci ammaliamo. Smettetela di annunciare, dovete operare! Noi cittadini di Arghillà siamo stanchi di passerelle al tempo delle elezioni. Al danno pure la beffa», scrive sui social un residente commentando le foto dell’ennesimo incendio di rifiuti. «Vogliamo che questo quartiere popolare dove in tanti già combattono tutti i giorni per mettere insieme il pranzo con la cena per i propri figli, possano vivere con dignità e con tutti servizi che un paese civile deve garantire!!! Vogliamo che chi come me vive in questo quartiere non si debba vergognare a dire: io abito ad Arghillà». (m.ripolo@corrierecal.it)

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