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inchiesta “gallicò”

La ‘ndrangheta a Gallico decide anche chi può vendere il pane. «Dedicati alla frutta, lascia stare»

L’intervento dei Molinetti ai danni di un commerciante interessato a estendere il suo business. «Un kg in più o in meno, non succede niente»

Pubblicato il: 22/02/2024 – 15:15
di Fabio Benincasa
La ‘ndrangheta a Gallico decide anche chi può vendere il pane. «Dedicati alla frutta, lascia stare»

REGGIO CALABRIA Come esercita la ‘ndrangheta il controllo sul territorio? Attraverso il potere imposto piegando gli imprenditori, facendo ricorso all’uso di minacce e proiettili. Tutto quello che accade e viene deciso a Gallico, quartiere di Reggio Calabria diventato «il fulcro di tutte le maggiori questioni di ‘ndrangheta», come ha evidenzia il procuratore della Dda di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri nel corso della conferenza stampa indetta per illustrare i dettagli dell’operazione denominata “Gallicò“. Da quanto emerso, alcuni indagati si sarebbero infiltrati nel settore della panificazione arrivando a decidere chi debba vendere o meno il pane nel proprio negozio. Il caso viene annotato dal pm, che scrive come una conversazione captata debba «intendersi come una richiesta di intervento nei confronti della famiglia Molinetti al fine di risolvere la questione, atteso il suo potere criminale sul territorio di Gallico».

«Qua non devi vendere pane»

La vicenda trae origine dalla decisione di un commerciante di ampliare l’offerta dei prodotti in vendita nel negozio di ortofrutta vendendo anche il pane di grano. Una scelta evidentemente legittima, ma non per chi “comanda” a Gallico. Quanto deciso, infatti, risulta contrario ai desiderata del proprietario di un altro panificio posto nelle immediate vicinanze della frutteria. Nell’episodio fanno capolino le figure di alcuni indagati, Domenico Le Pera che «di concerto con il nipote Giuseppe Morgante e Rocco Marconese detto “taddarita”» avrebbe intimato al titolare della frutteria di ritornare sui propri passi. «Pane non ne deve vendere, cose non ne deve (…) qua non devi vendere pane (…) Quello gli ha imposto che là non lo deve vendere (…)». Morgante – secondo l’accusa – si era lamentato della iniziativa imprenditoriale del proprietario della frutteria con Rocco Marconese «suo fornitore di farina ed esponente della cosca di
Archi
».

Il malinteso

Dalle intercettazioni, chi indaga, intuisce come la vendita del pane sia il fattore di interesse principale per gli indagati. Le Pera, accompagnato dal nipote Giuseppe, «il quale gli aveva ribadito l’inopportunità di vendere il pane di Bagnara nella rivendita di frutta», ribadisce a tale Rocco la propria contrarietà all’iniziativa imprenditoriale. «E’ andato quel suo zio, sto Le Pera che abita…quello senza capelli, tutto ‘ndrangheta… ed è venuto qua, lui con suo nipote … con Mario… non quello che ha il forno, il genero, il cognato, per dire, di questo che ha il forno… e dice: “eh… e Rocco quanto vi dico una parola… il pane là non ne deve portare più…». La conversazione prosegue e il “Rocco” richiamato nella precedente intercettazione si confronta con Peppe Molinetti e lamenta il tono con cui si era rivolto a lui Le Pera, «come se volesse esercitare una supremazia, oltretutto utilizzando dei modi sgarbati». «Peppe, non c’è educazione!». La questione va avanti e Luigi Molinetti detto “Gino” insieme al figlio Salvatore Giuseppe Molinetti «in forza del potere criminale esercitato sul territorio di Gallico, e non solo», si recano nel luogo della controversia, convocano al loro cospetto tale Rocco e il rivenditore di frutta e «di concerto e con il supporto di Marconese e Le Pera, imponevano che non avrebbe venduto nel negozio da lui gestito il pane». Le parole vengono captate. «Lascia stare questo pane … giustamente, c’è questa amicizia con… con l’amico, voglio dire lui…tu hai la frutta… ti puoi vendere la frutta, ti vendi l’acqua, ti vendi quello che vuoi…Concentrati sulla frutta, su tutti questi prodotti, lascialo stare il pane, andiamo!? Visto che c’è questa amicizia tra…dovete sfasciare l’amicizia, per quale motivo? Quindi, vi dovete volere bene e vi dovete ancora aiutare di più. Diciamo ecco. Un chilo di pane in più, un chilo di pane in meno, non succede niente». (f.benincasa@corrierecal.it)

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