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Crotone, Azione sulla bonifica chiederà la convocazione di un consiglio comunale ad hoc

Sulle emergenze sanitarie si chiederà un incontro con il commissario dell’Asp pitagorica

Pubblicato il: 04/04/2024 – 20:57
di Gaetano Megna
Crotone, Azione sulla bonifica chiederà la convocazione di un consiglio comunale ad hoc

CROTONE Sulla bonifica sarà chiesta la convocazione di un apposito consiglio comunale, mentre per trovare la quadra sulle emergenze sanitarie si chiederà un incontro con il commissario provinciale dell’Azienda sanitaria di Crotone, Antonio Brambilla. E’ questo il messaggio che Azione ha inviato, nel pomeriggio di oggi, nel corso di una conferenza stampa, tenutasi nella sala giunta del palazzo comunale della città pitagorica. Le due questioni hanno molto in comune e, secondo i dirigenti di Azione, «devono marciare insieme». Non si può più fare finta di niente e Azione ritiene che «i tempi sono maturi per innalzare il livello di discussione». All’iniziativa di oggi hanno partecipato il segretario provinciale di Azione, Rino Lerose, il consigliere comunale e coordinatore cittadino Salvo Riga, i sindaci di Belvedere Spinella e Santa Severina, Rosario Macrì e Lucio Giordano. Sulla questione della bonifica, prima di prendere una posizione definitiva, Azione intende comprendere il progetto che si vorrebbe proporre, fermo restando che il punto di partenza deve essere quanto deciso dalla Conferenza dei servizi decisoria del 24 ottobre 2019, che ha sancito che i veleni presenti a Crotone dovranno essere smaltiti al di fuori della Calabria.

Il consiglio comunale ad hoc

Un primo passaggio, per iniziare a valutare la questione, sarà fatto in un consiglio comunale ad hoc, la cui richiesta di convocazione sarà avanzata nei prossimi giorni. Alla seduta del consiglio comunale sarà invitato anche il commissario per la bonifica nominato dal governo nazionale, Emilio Errigo. I dati che emergeranno dal confronto saranno analizzati e, quindi, Azione deciderà su come muoversi. Il dibattito sulla attività di bonifica, da qualche mese – da quando si è insediato Errigo – si è animato. Il commissario sta cercando di dare una accelerata e per come si sta muovendo sembra che abbia maturato l’idea di smaltire i rifiuti nella discarica di Columbra. Per portare a termine questo proposito prima, però, occorrerà modificare il Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale), che rappresenta la parte fondamentale del verbale della Conferenza decisoria del 24 ottobre del 2019. Sia il Puar che la Conferenza decisoria hanno sancito che i veleni di Crotone dovranno essere smaltiti fuori dal territorio calabrese. Eni Rewind ha messo in discussione queste decisioni e, a quanto pare, sia Errigo che Regione, Provincia e Comune di Crotone sarebbero orientati a sposare il progetto di modificare il Paur e smaltire i veleni nella discarica di Columbra. Il 3maggio prossimo la questione sarà affrontata in una nuova Conferenza dei servizi. L’Eni è potente e con i suoi potenti mezzi riesce, senza conseguenze, a non applicare la decisione presa in una Conferenza decisoria. E’ talmente potente che anche quando una seconda Conferenza, quella del 9 febbraio del 2023, conferma le decisioni riesce a rimettere tutto in gioco e fare convocare l’ennesimo Conferenza per ottenere il risultato auspicato. Azione, quindi, intende partire dalla valutazione del Paur e del contenuto del verbale della Conferenza dei servizi decisoria ponendosi «l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini». Azione vuole capire in quanto “Crotone ha già pagato un prezzo molto alto e vuole anche capire qual è la posizione del sindaco di Crotone, Vincenzo Voce”. Per quanto riguarda, invece, la questione sanitaria Azione ha già le idee chiare su come impostare la battaglia. L’obiettivo è quello di bloccare la fuga dei medici dall’Azienda sanitaria provinciale ed impedire il taglio delle postazioni di guardia medica annunciato dalla direzione strategica dell’Azienda. La fuga dei medici può essere bloccata puntando alla valorizzazione delle professionalità. Il rischio di ridurre le guardie mediche (è stato annunciato che passeranno da 31 a 24) deve essere evitato per impedire che alcune aree della provincia restino senza una adeguata copertura sanitaria. Se mancano i medici si potrebbe ricorrere anche ai professionisti che sono andati in pensione richiamandoli e avanzando proposte economiche adeguate.
(redazione@corrierecal.it)

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