Intimidazioni nel Vibonese, il prefetto Colosimo: «Imprenditori a testa alta, il territorio non tornerà indietro»
Stamattina il vertice in prefettura: «Si sentono responsabili del messaggio che daranno alle nuove generazioni. Lo Stato c’è e ci sarà sempre»

VIBO VALENTIA È durato oltre un’ora il vertice convocato questa mattina dal Prefetto di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo, in seguito all’escalation criminale che sta colpendo la provincia vibonese. All’incontro, oltre alle forze dell’ordine, hanno partecipato le associazioni di categoria ma, soprattutto, gli imprenditori delle cinque ditte finite nel mirino pochi giorni fa di un raid intimidatorio nella zona industriale di Vibo. Diversi colpi d’arma da fuoco sparati verso le sedi delle imprese, seguiti da altri episodi inquietanti accaduti in queste ore: nella notte l’auto del titolare di un’attività sita sempre nei pressi della zona industriale è stato raggiunta da una raffica di proiettili. Una inquietante sequenza che rimanda la mente dei vibonesi ai periodi bui di qualche anno fa, prima che alla criminalità organizzata venisse inferto un duro colpo dalle decine di operazioni in questi anni.

«Sono fiduciosa, c’è voglia di respirare aria nuova»
Ma lo Stato non arretra, neanche di fronte i recenti episodi di violenza. Lo ribadisce il prefetto Anna Aurora Colosimo a margine del Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato oggi. Tra i presenti anche il comandante provinciale dei Carabinieri Antonio Parillo, il questore Rodolfo Ruperti e il comandante della Guardia di Finanza Eugenio Bua. «Lo Stato c’è e ci sarà sempre» assicura Colosimo. «Oggi abbiamo voluto incontrare le associazioni di categoria perché riteniamo che la sicurezza del fare impresa non sia una questione legata solo a chi oggi è stato colpito da questo evento estorsivo. Noi dobbiamo assicurare la libertà d’impresa facendo squadra comune». L’incontro, spiega, è stato positivo: «Abbiamo colto la voglia di continuare a inspirare aria nuova, di non voler ritornare come un territorio noto per vicende crudeli del passato. Oggi ci sono sia gli strumenti da parte dello Stato, sia la voglia e la dignità di dire no da parte della comunità. La reazione è importante: sono episodi che purtroppo accadono e probabilmente accadranno, ma io sono fiduciosa che la situazione non tornerà come prima».
«Gli imprenditori rispondono a testa alta»
Sul timore, che aleggia tra i commercianti, anche a causa delle recenti scarcerazioni Colosimo tranquillizza: «Le indagini faranno chiarezza, noi abbiamo poliziotti e carabinieri che sapranno restituirci la ricostruzione dei fatti. Le preoccupazioni e le ansie sono legittime, ma ascoltando gli imprenditori ho visto una normale ansia per episodi che non sono belli da vivere, ma anche tanta voglia di andare avanti, coraggio e la forza di dire alle nuove generazioni: noi rispondiamo a testa alta. Questo non è poco, ho sentito loro dire che si sentono responsabili del messaggio che daranno ai propri figli. È una cosa molto bella, all’incontro abbiamo percepito questo e spero che sia una percezione reale. Tutti noi dobbiamo contribuire affinché diventi realtà».

Firmato un protocollo d’intesa con i Comuni
Al termine del Comitato, è toccato ai sindaci di 33 comuni incontrare il prefetto e le forze dell’ordine per firmare il Protocollo d’intesa per la legalità e per prevenire infiltrazioni criminali all’interno dell’ente. Il patto prevede controlli più mirati per gli appalti pubblici, soprattutto per quelli sotto soglia, e l’utilizzo delle cosiddette white list. (ma.ru.)
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