‘Ndrangheta a San Leonardo di Cutro, ci sarà un terzo processo d’appello per il presunto boss Trapasso
Coinvolto nell’inchiesta “Bordeland” della Dda di Catanzaro, per la Cassazione bisogna «rideterminare la pena»

CATANZARO Ci vorrà un terzo processo d’appello per il presunto boss di San Leonardo di Cutro, Giovanni Trapasso e a stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, annullando con rinvio la sentenza con la quale, il 27 gennaio 2023, la Corte d’appello di Catanzaro aveva condannato il 75enne a 19 anni di carcere dopo il giudizio di secondo grado bis di rito abbreviato nato dall’inchiesta “Borderland”.
Si tratta dell’indagine della Distrettuale antimafia di Catanzaro risalente al 2016, ipotizzando il controllo del clan Trapasso sui villaggi turistici tra le province di Crotone e Catanzaro. Come riporta Gazzetta del Sud, ai giudici d’appello toccherà pronunciarsi ancora una volta «limitatamente al trattamento sanzionatorio» dell’imputato. «La Corte di appello di Catanzaro – si legge nelle motivazioni della sentenza su Trapasso – pur determinando una pena finale inferiore di un anno a quella che era stata irrogata dal giudice di primo grado, si è limitata a giustificare le sue scelte fissando in un mese di reclusione l’aumento», rispetto alla pena base del reato di associazione mafiosa, «per ciascuno dei ventidue reati satellite». In questo modo, – scrive ancora Gazzetta del Sud non è stato comparato il «disvalore delle condotte illecite per le quali veniva formulato un giudizio di responsabilità» con «quelle per le quali l’imputato era stato assolto» così da determinare una «diminuzione della pena» per Trapasso.