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l’intervista

«Non si pensi al Ponte. Calabria e Sicilia non hanno le infrastrutture minime necessarie»

Domenico Gattuso, docente alla Mediterranea: «Pochi minuti da Reggio a Messina? Salvini andasse a studiare»

Pubblicato il: 08/04/2024 – 11:01
di Mariateresa Ripolo
«Non si pensi al Ponte. Calabria e Sicilia non hanno le infrastrutture minime necessarie»

VILLA SAN GIOVANNI «Non c’è un progetto definitivo, non esecutivo. Si è lavorato sul vecchio progetto definitivo del 2012 che era assolutamente carente, al punto che c’erano molte prescrizioni e osservazioni, osservazioni che sono state riprese dal comitato scientifico nominato di recente e che parzialmente rappresentano la realtà. Per esempio in queste osservazioni non c’è tra le 68 una attinente alla mobilità, allo studio di trasporti. Non c’è un elemento che riguardi la mobilità, i flussi veicolari, la domanda di mobilità. E allora di che cosa parliamo?». È l’analisi di Domenico Gattuso, ingegnere trasportista professore dell’Università Mediterranea, che parlando del Ponte sullo Stretto, al Corriere della Calabria spiega: «Forse mancava un esperto di trasporti ma questo è un elemento di difetto perché non è solo un fatto di ambiente, l’ambiente è importantissimo, però se addirittura si dice che i traffici sono diminuiti rispetto a dieci anni fa va da sé che se diminuiscono i traffici l’inquinamento sarà minore, però il problema è ancora più grave perché forse diminuendo i traffici stiamo progettando un’opera che è sovradimensionata».

«La Calabria e la Sicilia hanno problemi a non finire. Si pianifichino investimenti sulle ferrovie»

Antonio Gattuso, ingegnere trasportista professore dell’Università Mediterranea
Domenico Gattuso, ingegnere trasportista

Due regioni che avrebbero altre priorità: è la posizione di molti oppositori al progetto. Un problema che sottolinea anche l’esperto: «Non è porre la prima pietra, ma porre le pietre che servono, laddove servono. La Calabria e la Sicilia hanno problemi a non finire. In Lombardia hanno pianificato15 miliardi di investimenti. Perché non pianificano 15 miliardi di investimenti per Calabria e Sicilia, anche qui, a scadenza 2026? 15 miliardi di investimenti, capisco che sono 10 milioni di abitanti, ma in proporzione tra Sicilia e Calabria siamo 7 milioni di abitanti. Perché non si pianificano investimenti solo per le ferrovie per 5 miliardi di euro? Calabria e Sicilia non hanno ferrovie. La Ionica è ridotta a un colabrodo. In Sicilia non ne parliamo. Qui stiamo vaneggiando ma non abbiamo le infrastrutture minime necessarie. Io partirei da questo e poi penserei al ponte…»

Pochi minuti da Reggio a Messina con il Ponte? «Salvini andasse a studiare»

Sui tempi per spostarsi dalla sponda calabrese a quella siciliana, che secondo il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini sarebbero notevolmente ridotti («dieci minuti»), Gattuso ha spiegato: «Intanto il ministro dovrebbe guardare gli studi che ha commissionato, che la Stretto di Messina sta conducendo, perché si parla di una contrazione sostanziale dei tempi di attraversamento, ma non si specificano i terminali. Da dove a dove? Facendo riferimento all’area dello Stretto, per arrivare da Reggio Calabria e Messina dal centro città al centro città ci vuole un’ora col ponte. E non è solo un’ora, perché noi tecnici facciamo riferimento a un costo generalizzato di trasporto che comprende oltre alla variabile tempo anche il costo monetario: oltre a consumare benzina, pago un pedaggio. Il pedaggio per una utilitaria è di 40-50 euro. Quindi alla fine impiego un’ora di tempo per andare dal centro di Reggio al centro di Messina, più 50 euro, più i consumi di carburante e quant’altro. Allora andasse un po’ a studiare questo signore».

«Le soluzioni per unire l’area dello Stretto»

Su quello che invece andrebbe fatto per «unire l’area dello Stretto», Gattuso spiega: «A noi interessa l’area dello Stretto. Vorremmo quest’area metropolitana dello stretto cucita, unita e lo si può fare sicuramente con somme assai meno consistenti. Una nave traghetto costa 50 milioni di euro, se ne vogliamo 20 parliamo di un miliardo di euro. Con un miliardo di euro potenziamo la flotta navale e facciamo un servizio dignitoso a tutti i cittadini di quest’area e uniamo effettivamente le due sponde. Potremmo fare poi uso di aliscafi veloci, di motonavi che collegano l’aeroporto con altri poli strategici e così via, quindi con molto meno impegno finanziario e in tempi assolutamente ridotti potremmo realizzare un’area metropolitana dello stretto che ha un significato, sarebbe la quarta, quinta città d’Italia in termini dimensionali demografici». (m.ripolo@corrierecal.it)

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