Ultimo aggiornamento alle 23:28
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 6 minuti
Cambia colore:
 

l’inchiesta

Toti ai pm: Spinelli mi finanziava fin dal 2015

Le 27 pagine dell’interrogatorio del governatore della Liguria, accusato di corruzione e falso

Pubblicato il: 24/05/2024 – 19:04
Toti ai pm: Spinelli mi finanziava fin dal 2015

GENOVA “Non lo ricordo ma è possibile. Il gruppo Spinelli comincia a sostenere i miei comitati politici dal 2015 e questo rapporto è durato fino a ora. Voglio precisare che è possibile che avessi chiesto un finanziamento anche prima dell’incontro del 1 settembre 2021”. Così il governatore della Liguria Giovanni Toti – accusato di corruzione e falso – ha risposto ai pm, Federico Manotti e Luca Monteverde, durante l’interrogatorio reso giovedì sera nella caserma della Guardia di finanza, rispondendo alla domanda se avesse chiesto finanziamenti all’imprenditore. Il presidente della Liguria afferma però nel verbale di “non ricordare di preciso” cosa rispose Spinelli alla sua richiesta. “Mi avrà detto – dice ai magistrati – che avrà fatto come sempre (…) poi scendendo dalla barca chiamai la segretaria perché mandasse la documentazione a Spinelli per fare il versamento”. Alla domanda dei pm su cosa significasse la parola “normale” riferita al finanziamento, Toti ha risposto: “intendevo dire con la parola ‘normale’ che lo avrebbe fatto come sempre”. E ai pm che gli chiedono se ci fosse una correlazione tra la seduta del Comitato portuale e il finanziamento, Toti ha detto: “dal mio punto di vista non c’è alcuna correlazione, dato che Spinelli mi finanziava da lungo tempo. Dal punto di vista di Spinelli lui è ‘uno che ci prova sempre’. Era comprensibile la sua insoddisfazione, Spinelli tutte le volte ti ricorda se puoi fare qualcosa per lui. Ripeto che non ho percepito alcuna correlazione”. Alla domanda sul perché il 17 settembre 2021 Toti avesse ricordato telefonicamente a Spinelli che “il 28 va la tua roba ricordati che sto aspettando una mano'”, il governatore ha dichiarato: “Davo una buona notizia a Spinelli e cioè che il 29 andava all’ordine del giorno la sua pratica (della proroga del Terminal rinfuse, ndr) e gli reiteravo la richiesta di finanziamento. Non ho posto in relazione le due cose, al massimo era una captatio benevolentiae. Volevo far vedere che mi ero interessato per velocizzare la pratica”. Il governatore della Liguria – secondo quanto si apprende dalle 27 pagine del verbale dell’interrogatorio – avrebbe incontrato Aldo Spinelli e il figlio Roberto non solo sulla barca dell’imprenditore, ma anche in Regione, per la questione della spiaggia di punta dell’Olmo: “è possibile ma non me lo ricordo” ha risposto infatti il presidente ai pm nel lungo interrogatorio di ieri. E proprio sulla barca, Toti ha sottolineato di averla “frequentata parecchie volte perché viene usata abitualmente da Aldo Spinelli per incontrare le persone. Non ricordo un particolare motivo per l’incontro del 1 settembre 2021 se non quello di tenere rapporti con uno dei maggiori operatori economici portuali. Non ricordo di chi fu l’iniziativa di quell’incontro”. Il pranzo su quella barca riguardava, secondo l’accusa, proprio la richiesta di Spinelli di intervenire per la spiaggia di Punta dell’Olmo dove l’imprenditore voleva realizzare un resort di lusso. Investimento di cui i due imprenditori avevano parlato più volte, ha detto Toti ai pm: del fatto che “la struttura che stavano recuperando avesse bisogno dell’utilizzo della spiaggia prospiciente, me ne hanno fatto cenno più volte”. Gli Spinelli ritenevano, si legge nel verbale, “che un investimento così importante in termini di capitali avesse la necessità di poter contare sulla spiaggia davanti alla struttura. In questo caso, come in altri casi del tutto analoghi come Villa Zanelli a Savona, la mia posizione era che la pretesa, se conforme alla legge, poteva essere sostenuta”. I pm chiedono ad un certo punto perché abbia telefonato ad Alessandro Bozzano (il capogruppo della Lista Toti in Regione Liguria, ndr). E il governatore risponde: perché è “la persona che meglio mi poteva dare il quadro complessivo della situazione”. Quanto alla frase – “bisogna trovare una soluzione per la spiaggia di Punta dell’Olmo” – Toti ha risposto: “volevo dire che, sempre se la normativa l’avesse consentito, sarebbe stato bene anche secondo il nostro indirizzo politico venire incontro alla richiesta di Spinelli”.  Invece, invitando il sindaco di Genova Marco Bucci a “raddrizzare Carozzi”,  Toti aveva l’obiettivo di “far allineare Carozzi e farlo convergere sulla posizione del presidente e degli uffici istruttori”. Questa la sua risposta a una domanda relativa al rinnovo della concessione del terminal Rinfuse, sottolineando di non ricordare se fosse stato Spinelli a chiedere un suo intervento sul sindaco di Genova. I magistrati hanno chiesto a Toti anche perché il 28 settembre del 2021 chiese a Signorini di “tenerlo aggiornato” sulla pratica e poi aggiunse: “”se ci sono guai intervengo in qualche modo”. “Evidentemente – si legge nel verbale dell’interrogatorio di Toti – facevo riferimento ai possibili guai all’interno del Comitato (portuale, ndr)… dovevo aver avuto notizie di qualche malumore. Il mio intervento avrebbe dovuto essere volto a trovare una soluzione per arrivare all’approvazione” della proroga.  Nel corso dell’interrogatorio le domande al governatore hanno riguardato anche il suo rapporto con i fratelli Testa.  “Sicuramente chiesi espressamente i voti per Ilaria Cavo, parlando con uno dei due Testa”. “Il senso del mio intervento prosegue Toti – fu di chiedere di dare una mano alla Cavo nonostante le incomprensioni che c’erano state”. Una delle accuse mosse dai pm è quella di voto di scambio, aggravato (per l’ex capo di gabinetto Matteo Cozzani) dall’aver agevolato la mafia. I due fratelli Arturo e Maurizio Testa, secondo l’accusa, erano i referenti della comunità riesina legata al clan Cammarata. “Si erano incontrati con Ilaria Cavo – ha continuato Toti – ma non le erano piaciuti…non ricordo che mi abbia parlato di richieste di posti di lavoro anche se era ovvio che i Testa avessero chiesto attenzione per la loro comunità…i fratelli Testa erano assillanti e presentavano persone chiedendo se potevamo dare una mano. Di certo non ho mai immaginato un collegamento diretto tra voti e posti di lavoro”. Come mai in una riunione Cozzani espresse il timore di “essere squartato” dai fratelli? “Era un dialogo ironico”, la risposta del governatore.  “Con l’interrogatorio il presidente Toti ha spiegato quale sia stato il suo comportamento rispetto ai finanziamenti che sono avvenuti con la scrupolosa osservanza delle normative che lo regolamentano – ha detto l’avvocato Stefano Savi, che difende il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti-. Ha chiarito il significato delle richieste di finanziamenti a sovventori abituali che non erano collegate ad alcun tipo di favore e fatte in modo esplicito e diretto proprio nella convinzione di avere impostato i suoi interventi verso l’interesse pubblico”.  

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x