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VERSO IL BALLOTTAGGIO

A Montalto Uffugo non c’è ancora un vincitore ma di sicuro ha perso la politica

Il Pd celebra Stasi ma nel centro dell’area urbana cosentina s’era defilato. Il civismo (e le 16 liste di D’Acri e Faragalli) non ha sfondato

Pubblicato il: 12/06/2024 – 8:02
di Eugenio Furia
A Montalto Uffugo non c’è ancora un vincitore ma di sicuro ha perso la politica

COSENZA Emilio Viafora conosce bene la città di cui è stato sindaco quarant’anni fa, quindi già nel pomeriggio di lunedì – pur con Biagio Faragalli in testa con oltre il 50% delle preferenze – non aveva dubbi che la partita sarebbe finita al ballottaggio: «Manca ancora tutta Taverna…». Così è stato (qui la notizia), come da tradizione che vuole l’elettorato montaltese spaccato in base a criteri geografici più che sociali e politici. E adesso?

I mille (voti) di Viafora contro il “listificio”

Le 9 liste di Mauro D’Acri e le 7 di Faragalli, se da un lato hanno smosso un elettorato sempre più impigrito e ripiegato su se stesso (a Montalto ha votato oltre il 60% degli aventi diritto) dall’altro hanno confermato che la post-politica muscolare in cui i simboli sono spariti non ha prodotto il risultato sperato: dopo l’ondata dell’anti-politica che oggi sembra aver lasciato posto a un rinnovato bipolarismo, almeno su scala nazionale,il decantato “civismo alla montaltese”, con i partiti tradizionali che hanno operato senza il coraggio di schierarsi e metterci la faccia ovvero le insegne, non ha dato la spinta che ci si aspettava. Le mille preferenze per Viafora, in corsa con una sola lista, sono state ovunque commentate come un buon risultato, vista la genesi delle candidature e soprattutto la potenza numerica messa in campo dagli altri due pretendenti.

Il Pd che si defila dopo mesi di attendismo

Il Pd a Montalto aveva preferito non metterci la faccia: ieri Franco Iacucci si è precipitato a favore di telecamere a Corigliano Rossano per festeggiare la rielezione di Flavio Stasi (che, a proposito di politica, ha rivendicato il suo essere «di sinistra»), ma non potrà fare lo stesso in caso di vittoria di D’Acri, proprio per via della mancanza del simbolo dem dall’agone, annacquato in una generica Primavera Democratica. Non solo: a Montalto il Pd cosentino ha registrato la spaccatura forse più dolorosa, covata nelle settimane della discussione su liste e candidati sindaco ed esplosa (o implosa) l’ultimo venerdì di aprile, quando Emilio Viafora, tesserato Pd bisogna ricordare, ha riunito i suoi a Taverna incassando importanti segnali di sostegno da un pezzo significativo della sinistra e del Partito democratico di Cosenza e provincia, nonché dai tanti delusi dem e dai militanti pentastellati.

D’Acri: noi il vero cambiamento contro le vecchie dinamiche

L’ex consigliere regionale di centrosinistra durante la presidenza Oliverio ieri ha espresso sui social i 5262 grazie al suo elettorato: «Un risultato importante! Siamo arrivati a un momento cruciale per il futuro della nostra comunità. Il primo turno delle elezioni ha dimostrato che la nostra voce è solida e rappresenta il vero progetto di cambiamento che ha la possibilità di far rinascere un territorio stanco di vecchie dinamiche.  Adesso tocca a voi decidere l’uomo e tutto ciò che si porta dietro. Io ci sono».

Faragalli: peccato per quei 100 voti

Ieri Faragalli ha rilanciato sui social un grazie anzi 6085, tanti quanti sono stati i suoi voti, « per il sostegno straordinario che ci avete dimostrato. Grazie ai vostri voti, siamo riusciti a raggiungere un risultato fino a poco tempo fa inimmaginabile: siamo stati la coalizione più votata e per pochissimo (circa un centinaio di voti) non abbiamo vinto direttamente al primo turno, andando quindi al ballottaggio. Questo risultato è la dimostrazione della vostra fiducia nel nostro progetto e dell’enorme volontà di vedere un cambiamento in positivo per Montalto. Noi siamo pronti a continuare con ancora più energia e impegno, per raggiungere l’obiettivo che desideriamo…ma vi chiedo di continuare a sostenerci, come avete fatto finora! Con il ballottaggio alle porte, abbiamo l’opportunità di fare la scelta definitiva. Non essendoci più amici, familiari o parenti da dover supportare in fase di voto, potete scegliere liberamente, basandovi su ciò che ritenete sia meglio per il nostro paese. Con gratitudine e determinazione».
E Viafora? Per adesso ha staccato la spina (e il cellulare) ma c’è da immaginare che nei prossimi dieci giorni il suo telefono sarà rovente.

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