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I calabresi sono i più «propensi» all’evasione

Con il 18,4% la nostra regione supera Campania (17,2), Puglia (16,8) e Sicilia (16,5)

Pubblicato il: 15/06/2024 – 21:21
I calabresi sono i più «propensi» all’evasione

ROMA Il concordato preventivo biennale allarga le maglie nel tentativo di recuperare più contribuenti possibile. Il nuovo sistema, fiore all’occhiello della riforma fiscale di Maurizio Leo, norma su cui tutto il governo punta per reperire nuove risorse indispensabili per proseguire l’anno prossimo con il taglio dell’Irpef, sarà in due tappe. E, proprio per ampliare al massimo la platea, partirà con un maxi-sconto. Il primo anno, secondo quanto anticipato dal quotidiano il Sole 24 Ore, offrirà ai contribuenti che decideranno di aderire un’agevolazione del 50% sull’imponibile richiesto dal fisco; il secondo anno salirà invece al 100%, dando quindi alle partite Iva che lo avranno scelto più tempo per adeguarsi. In pratica, se l’aumento del reddito necessario per ottenere il massimo punteggio di affidabilità fiscale (voto 10) sarà pari a 10.000 euro, per accordarsi con l’amministrazione finanziaria sui redditi di quest’anno sarà sufficiente pagare il dovuto su un aumento dell’imponibile di 5.000 euro.
Nel 2025 si terrà invece conto della cifra intera. Ad essere interessati sono potenzialmente 4,5 milioni di partite Iva. Per la maggior parte di loro sono pronti i calcoli dell’Agenzia delle Entrate per aderire al concordato in base alle richieste del fisco. Il software per sapere quanto si dovrà pagare per mettersi in regola è attivo online sul sito dell’Agenzia con tutti i relativi aggiornamenti e con una guida operativa per assistere gli interessati passo passo. Per chi invece risulta già in regime forfettario dal 2023 la piattaforma sarà avviata entro il 15 luglio. In base al decreto legislativo dello scorso febbraio, il termine ultimo per valutare il da farsi alla luce dei calcoli e aderire è il 15 ottobre, ma le Finanze hanno già previsto solo per quest’anno, il primo di applicazione, uno slittamento di due settimane, al 31 dello stesso mese. La nuova scadenza sarà messa nero su bianco in un decreto correttivo che arriverà con ogni probabilità sul tavolo del consiglio dei ministri giovedì prossimo. Lo stesso 31 ottobre diventerà a regime la data ultima per la trasmissione telematica dei modelli Redditi e Irap.

Il record negativo

Secondo uno studio della Cgia di Mestre, la propensione all’evasione investe soprattutto le regioni del Mezzogiorno: in Calabria è al 18,4%, in Campania al 17,2, in Puglia al 16,8 e in Sicilia al 16,5, mentre i più fedeli sono la Provincia autonoma di Trento con una stima dell’evasione dell’8,6%, la Lombardia con l’8% e la Provincia autonoma di Bolzano con il 7,7%. La media nazionale è pari all’11,2%. La Cgia ricorda che l’evasione in Italia è di 83,6 miliardi di euro (anno 2021 ultimo disponibile), secondo i dati del Mef. L’Italia conta 43,3 milioni di contribuenti dei quali poco più di 42 milioni sono persone fisiche e 1,3 milioni quelle giuridiche. Tra le 107 province monitorate dalla Cgia, Roma presenta il più alto numero di contribuenti Irpef: 2,9 milioni di persone di cui 1,7 milioni di lavoratori dipendenti, 904 mila pensionati e 64.300 soggetti con redditi da partecipazione. Seguono Milano (2,4 milioni), Torino e Napoli (1,6), Brescia (927.100), Bari (828.500), Bergamo (823 mila) e Bologna (796.700). Infine, sulle società di capitali (Spa, Sapa, Srl, Srl unipersonale, cooperative, etc.), la distribuzione territoriale disponibile è solo regionale e ad ospitarne il maggior numero è la Lombardia con 259.805. Seguono il Lazio (183.800), la Campania (129.300) e il Veneto (106.800). (Ansa)

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