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Il mare di Calabria e i suoi tesori nascosti, all’Unical il polo internazionale di ricerca che crea occupazione

Lo spin off 3D Research guidato dall’ingegnere Fabio Bruno promuove residenze artistiche che uniscono arte, archeologia e ambiente

Pubblicato il: 16/06/2024 – 13:30
di Eugenio Furia
Il mare di Calabria e i suoi tesori nascosti, all’Unical il polo internazionale di ricerca che crea occupazione

COSENZA Nella regione che parla di mare solo alla vigilia della stagione estiva per lo sfascio del sistema di depurazione, c’è un polo di eccellenza Unical che vanta partnership in tutta Europa e crea lavoro.
Lo guida Fabio Bruno, ordinario del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale Università della Calabria, reduce in questi giorni dalla prima fase delle residenze artistiche di “Art4Sea”: arte, archeologia e innovazione. Bruno, che il mare lo conosce benissimo essendo nato a Paola, è tra le altre cose responsabile del progetto BlueMed per la valorizzazione e fruizione del patrimonio sommerso, inoltre guida il team che ha progettato tablet subacquei da utilizzare durante le immersioni.

Fabio Bruno, associato del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale Università della Calabria

Le residenze artistiche

Un gruppo di ricercatori, guidato dal prof. Bruno, con il progetto “Creamare” punta a far conoscere i tesori archeologici rimasti nascosti sotto il mare: se le opere d’arte rientrano in Art4sea, con Creamare (il primo progetto) si arriverà alla creazione di un serious game in cui saranno inseriti come scenari alcuni siti archeologici dell’area del Mediterraneo (ad esempio le acquisizioni fatte tramite fotogrammetria).
La residenza artistica  iniziata in questo primo anno come raccolta e mentoring, l’anno prossimo vedrà la realizzazione di opere da esporre in una mostra virtuale. Dopo la Grecia (nelle cui acque resterà come installazione la prima delle tre sculture sottomarine “reali” previste) altre tappe a Malta e Ustica, tra sculture e murales, poi una coda digitale con fruibilità su web e metaverso. Sono state 260 le richieste di artisti che da tutta Europa hanno partecipato al bando di questo progetto europeo che vede la collaborazione di biologi marini, il mezzo è l’arte ma la finalità è l’aumento della consapevolezza e della responsabilità nella tutela de salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale subacqueo.
A febbraio ha preso ufficialmente il via il progetto Art4Sea (Melting Art, Creativity and Marine Sciences to foster Ocean Literacy in the Mediterranean area), promosso e coordinato da 3D Research, l’azienda spin-off dell’Università della Calabria che da 16 anni porta al di fuori dell’ambito accademico i risultati della ricerca tecnologica ed ingegneristica, per promuovere e valorizzare il patrimonio culturale terrestre e subacqueo: 30 i dipendenti guidati da Bruno in un focus continuo su beni culturali e tecnologia (in parte l’azienda opera anche in ambito industriale), fondali e archeologia – l’impronta è sempre quella della divulgazione e comunicazione.
Competenze che hanno “illuminato” altri poli – come il Museo del Mare di Isola Capo Rizzuto, Le Castella e l’area marina protetta, Capo Colonna con altre installazioni – e adesso si arricchiscono della conoscenza di 7 partner di 5 nazioni diverse (con istituzioni di arte e scienza).

I tablet subacquei utilizzati per le immersioni

La residenza, inserita nel programma Creative Europe, ha avuto sede al al Bocs Art di Cosenza dove hanno operato 9 artisti le cui altrettante opere sono state esposte, dopo al Bocs Museum del capoluogo bruzio, anche a Berlino e Salonicco.
Sostenuto dalla Eacea (European Education and Culture Agency), Art4Sea è il secondo progetto europeo che 3D Research vince come coordinatore dopo Creamare e, come il precedente, punta a «investigare e rendere proficuo il dialogo tra arte, creatività, scienza e tecnologia, stavolta con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico verso un maggiore rispetto dell’ambiente e, in particolare, di quello marino».
La salute degli oceani è un tema urgente, al centro delle più recenti azioni delle Nazioni Unite. Il decennio 2021-2030 è stato proclamato il decennio delle scienze oceaniche per uno sviluppo sostenibile (Decade of Ocean Science for Sustainable Development); e nei mesi scorsi l’Onu, dopo quasi vent’anni di negoziati, ha raggiunto uno storico accordo sull’Alto Mare per la protezione delle acque oltre la giurisdizione nazionale e la gestione sostenibile delle risorse dell’oceano.
«Attraverso una collaborazione tra artisti, scienziati marini, professionisti creativi ed esperti di tecnologie digitali, Art4Sea si svilupperà nei prossimi tre anni al fine di coinvolgere i cittadini e renderli più consapevoli sui temi dell’inquinamento marino e dei cambiamenti climatici, incoraggiandoli ad assumere comportamenti più rispettosi verso l’ambiente e l’oceano, a partire dalla riduzione dell’impronta ecologica» spiegano i promotori.
Progetti da tripla A, potremmo chiamarli: arte, archeologia e ambiente.

Il team e tre piccole isole

Il gruppo di lavoro del progetto guidato da Bruno e con Emilia Brandi adotta un approccio interdisciplinare e partecipativo, e si avvale della collaborazione di diversi partner europei: IWorld (Associazione Mondiale per la Salvaguardia e la Valorizzazione dell’Umanità) e la Fondazione Tusa di Palermo, la società greca Atlantis Consulting, Divers Alert Network Europe Foundation di Malta, Consejo Superior de Investigaciones Científicas in Spagna, e la municipalità di Vlora in Albania. Per Art4Sea si mescoleranno e combineranno modalità di coproduzione, tutoraggio e formazione in presenza e a distanza, trovando un equilibrio appropriato tra la necessità di avere interazioni fisiche e la necessità di ridurre gli spostamenti che sono costosi in termini di impronta di carbonio.
Ventiquattro artisti internazionali saranno selezionati tramite una open call e formati su la conservazione degli oceani, le pratiche sostenibili nell’arte e le tecnologie digitali. Tre piccole isole del Mediterraneo, Ustica in Italia, Alonissos in Grecia e Gozo a Malta, ospiteranno poi un programma di residenze distribuito, dove gli artisti saranno ispirati dagli splendidi ambienti naturali, dalle antiche tradizioni marinare e dal rapporto diretto con la gente del posto, per realizzare delle opere digitali e materiali.

Foto di gruppo per il team di BlueMed

Le opere d’arte materiali saranno integrate nei paesaggi marini, naturali e architettonici delle isole, creando così un museo all’aperto e subacqueo che potrebbe caratterizzare Ustica, Alonissos e Gozo come fari della conservazione degli oceani, e saranno mostrate al pubblico in occasione di tre mostre animate da workshop e altre iniziative partecipative. Al fine di coinvolgere il più alto numero di persone e massimizzare la consapevolezza e l’impegno del pubblico, sarà anche prodotta una mostra virtuale – fruibile sia sul web che nel metaverso – che accoglierà le opere materiali digitalizzate e quelle create digitalmente e sarà ospitata sia nelle tre isole che nel Vision Multimedia Center di Vlora in Albania.
Art4Sea si concluderà con un grande evento sull’isola di Ustica, durante il quale il centro storico dell’isola sarà animato da diverse performance messe in scena con la partecipazione della comunità locale. Gli eventi multidisciplinari includeranno teatro, musica, danze, arti visive, video mapping e proiezioni delle opere d’arte prodotte nell’intero programma di residenza, includendo così virtualmente nell’evento anche Alonissos e Gozo.

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