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la tragedia

Morti e dispersi in mare, il Mediterraneo è (ancora) teatro di drammi e speranze annegate

Oltre 60 i dispersi ad oltre 100 miglia dalla Calabria. I numeri: 23.725 persone sbarcate dall’inizio del 2024, 2.612 solo a giugno. Oggi recuperati 10 cadaveri nella zona Sar di Malta, 54 persone …

Pubblicato il: 17/06/2024 – 17:45
di Giorgio Curcio
Morti e dispersi in mare, il Mediterraneo è (ancora) teatro di drammi e speranze annegate

LAMEZIA TERME L’estate è orma alle porte e il Mar Mediterraneo si è già trasformato in un teatro di disperazione e morte. Le ultime ore, come non accadeva da tempo, parlano di uno scenario drammatico a poche miglia dalla Calabria, lungo le tratte della disperazione percorse da chi continua a scappare da teatri di povertà, guerre e abusi. Sono almeno tre i naufragi registrati nelle ultime ore nel Mediterraneo. E il bilancio è terribile, per i numeri e la portata.

Morti e dispersi

La prima terribile tragedia, quella avvenuta a poco più di 100 miglia dalle coste reggine. Dopo la strage di migranti di Steccato di Cutro, ancora una volta ci ritroviamo a fare la conta dei cadaveri in mare. Gli ultimi aggiornamenti parlano di oltre 60 dispersi in mare mentre sono 12 i corpi recuperati e portati in salvo a Roccella Jonica di cui uno, però, di una donna che non ce l’ha fatta. Tra i superstiti, per lo più iraniani, iracheni e siriani, anche una bambina di 10 anni – ricoverata all’ospedale di Locri – i cui genitori sono dispersi in mare. Il loro racconto fornito ai medici della Croce Rossa Italiana è terribile: a bordo, con ogni probabilità, ci sarebbe stata una esplosione dopo l’avaria del motore. Per questo motivo i migranti arrivata in Calabria hanno riportato numerosissime fratture in più punti tra bacino e arti.

10 cadaveri in acque maltesi

La tragedia dei dispersi in mare al largo delle coste calabresi si somma a quella di questa mattina: 10 i cadaveri recuperati questa volta dall’equipaggio della nave ong “Nadir”, che ha soccorso un barchino carico di migranti in acque Sar Maltesi. La guardia costiera in servizio sulla più grande delle isole Pelagie ha poi trasbordato i circa 40 migranti soccorsi dalla Nadir e sta adesso trainando la “carretta del mare” con a bordo 10 cadaveri. Il team della ong è intervenuto anche con un’ascia per rompere lo scafo ed entrare all’interno del barcone. Altra emergenza, poi, nella zona Sar libica. È qui, infatti, che l’equipaggio della Ocean Viking della ong “Sos Méditerranée” ha soccorso 54 persone – tra cui 28 minori non accompagnati – da un gommone stracarico, individuato dal ponte con un binocolo.

I dati

I numeri di questa prima metà del 2024 fotografano uno scenario terribile, nonostante i tentativi – molto discussi e criticati – varati dal governo Meloni proprio all’indomani della terribile tragedia di Cutro. Sono, infatti, 23.725 le persone sbarcate in Italia dall’inizio del 2024, di questi 3.197 sono minori non accompagnati. I dati, aggiornati alle ore 8 di oggi lunedì 17 giugno, sono diffusi dal cruscotto statistico del Viminale. Nello stesso periodo, nel 2023 sono state 55.902 le persone sbarcate sulle coste italiane, mentre nel 2022 sono state 23.920. I minori stranieri non accompagnati sbarcati nell’intero 2023 sono stati 18.820, nel 2022 sono stati 14.044. Nel mese di giugno sono sbarcati 2.612 migranti, con un picco di 570 sbarchi nella giornata dell’8 giugno; sono 173 le persone sbarcate oggi, 135 quelle sbarcate ieri. Nel 2023 il mese di giugno si è concluso con un totale di 15.164 persone sbarcate in Italia, a giugno 2022 sono state 8.152. Dei 23.725 Migranti giunti in Italia dall’inizio del 2024, sulla base delle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, 4.839 provengono dal Bangladesh, il 20% del totale); gli altri arrivano dalla Siria (3.427, il 14%), dalla Tunisia (3.135, il 13%), dalla Guinea (1.897, l’8%), dall’Egitto (1.503, il 6%), da Pakistan (939, il 4%), dal Mali (837, il 4%), dal Gambia (823, il 4%), dalla Costa d’Avorio (679, il 3%) e dal Sudan (636, il 3%). Sono 5.010 i Migranti provenienti da altri Stati o per i quali sono ancora in corso le attività di identificazione.

«Frustrazione per le nuove vittime»

Nel tardo pomeriggio, poi, la nota congiunta di Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati, l’Oim, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e l’Unicef e il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia in cui hanno espresso «profondo cordoglio». E ancora: «Se questi dati dovessero essere confermati il numero dei morti e dispersi nel Mediterraneo centrale salirebbe a oltre 800, una media di quasi 5 morti e dispersi al giorno dall’inizio dell’anno. Questi ennesimi incidenti generano un senso di profonda frustrazione per i ripetuti appelli inascoltati a potenziare risorse e capacità per le operazioni di ricerca e soccorso in mare a supporto della Guardia Costiera Italiana. Ogni naufragio rappresenta un fallimento collettivo, un segno tangibile dell’incapacità degli Stati di proteggere le persone più vulnerabili». A tre giorni dalla Giornata Mondiale del Rifugiato con la quale si ricorda il dramma di 120 milioni di persone costrette a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni, «questi nuovi incidenti in mare, che coinvolgono rifugiati e migranti, risultano quanto mai inaccettabili. Oltre alla necessità urgente di un sostegno europeo alle operazioni di ricerca e soccorso, è fondamentale – aggiungono Unhcr, Oim e Unicef – promuovere un più ampio accesso a percorsi sicuri e regolari nell’Unione Europea per le persone migranti e rifugiati, affinché non siano costrette a rischiare la vita in mare». (g.curcio@corrierecal.it)

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