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CRISALIDE 3

‘Ndrangheta a Lamezia, condanne riviste in Appello – I NOMI

Due assoluzioni e pene rideterminate per gli imputati la cui posizione era stata annullata con rinvio dalla Cassazione

Pubblicato il: 07/07/2025 – 21:44
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‘Ndrangheta a Lamezia, condanne riviste in Appello – I NOMI

CATANZARO I giudici della Corte d’Appello di Catanzaro (prima sezione penale) hanno emesso sentenza dopo l’annullamento della Cassazione per il processo “Crisalide 3”.
Completamente assolto Nicholas Izzo (difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Antonio Larussa del Foro di Lamezia Terme) dalla contestazione di partecipazione all’associazione dedita al narcotraffico per non aver commesso il fatto e dall’accusa di cessione di stupefacente perché il fatto non costituisce reato. Izzo era stato condannato in abbreviato in primo grado alla pena di 8 anni e 4 mesi di reclusione per aver partecipato all’associazione dedita al narcotraffico nell’ambito della cosca Cerra-Torcasio- Gualtieri e da due reati fine aggravati dall’agevolazione mafiosa. Impugnata la sentenza da parte dei difensori, la Corte di appello accoglieva l’atto di gravame soltanto limitatamente alla ritenuta aggravante della mafiosità della condotta, che così veniva esclusa con la contestuale diminuzione della pena a sette anni di reclusione. Investita la Corte di Cassazione del giudizio di legittimità della sentenza, si perveniva, da parte del Supremo Collegio, ad una sentenza di annullamento con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro, essendo stati giudicati fondati i vizi di motivazione eccepiti con il ricorso difensivo. Da qui il giudizio di rinvio, conclusosi, in data odierna, con l’assoluzione definitiva di Izzo da tutti i reati (sia quello di essere partecipe di un’associazione dedita al narcotraffico di stupefacenti, che quello di aver ceduto sostanze stupefacenti), e ciò in accoglimento di tutte le ragioni difensive vieppiù articolate dagli avvocati Francesco Gambardella e Antonio Larussa, difensori di Izzo.

Gli altri esiti

Assolto perché il fatto non sussiste Domenico De Rito, in accoglimento dei motivi di appello del difensore (l’avvocato Antonio Larussa). In primo grado De Rito era stato condannato alla pena di un anno e 8 mesi di reclusione, condanna parzialmente riformata dalla Corte di Appello di Catanzaro, e poi annullata dalla Suprema Corte di Cassazione ed oggi venuta meno per effetto della totale assoluzione dalla contestazione di detenzione di stupefacenti. Rideterminata la pena inflitta ad Antonio Gullo (difeso da Antonio Larussa) in mesi 1 di reclusione in continuazione con la sentenza Crisalide 1 (nei precedenti gradi di giudizio alla pena di anni 3 di reclusione) in accoglimento dello specifico motivo di ricorso. Ha rideterminato, riducendola, la pena inflitta a Massimo Gualtieri (anche lui difeso da Antonio Larussa) in 2 mesi di reclusione in continuazione con la sentenza Crisalide 1. Ha rideterminato, riducendola la pena inflitta a Davide Belville (difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Michele Cerminara) in 2 anni e 2 mesi di reclusione in continuazione con la sentenza Crisalide 1. Ha rideterminato, riducendola, la pena inflitta a Giuseppe Galluzzi (difeso dall’avvocato Pietro Chiodo) in continuazione con altre sentenze di condanna. (Gi.Cu.)

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