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Aggressioni ad amministratori locali, Calabria tra le regioni più esposte

Secondo i dati della Polizia Criminale, la nostra regione registra un incremento delle intimidazioni. Da Gioia Tauro al Cosentino aumentano gli episodi, mentre i sindaci raccontano solitudine e paura

Pubblicato il: 25/12/2025 – 20:13
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Aggressioni ad amministratori locali, Calabria tra le regioni più esposte

ROMA Sono stati 7.805 gli atti intimidatori subiti dagli amministratori locali in tutta Italia dal 2013 al 2024. Un dato allarmante, che nella pratica può esser letto in questo modo: quasi due uomini o donne, tra sindaci, consiglieri comunali o appartenenti alla giunta, ogni giorno sono stati oggetto di minacce, scritte sui muri, post violenti sui social, peggio ancora di atti vandalici per ragioni di matrice privata, politica o sociale. E’ quanto emerge dal report della direzione centrale della Polizia Criminale. Nel 2024, rispetto all’anno precedente, si registra un incremento del 13,9%, registrandosi 630 episodi di intimidazione a fronte dei 553 del 2023. In cima alle regioni più colpite dal fenomeno, con 85 eventi nel 2024 e 54 nel 2023, è la Puglia. «Il ruolo del sindaco, e più in generale dell’amministratore locale, è sempre più esposto ad una solitudine allarmante. É in questa condizione che si insinuano le minacce, gli atti di intimidazione, la violenza di chi pensa di poter sottomettere le istituzioni locali e i suoi rappresentanti all’illegalità. Il dato pugliese, che ci vede in testa alle classifiche per numero di amministratori “sotto tiro” ci impressiona ma non ci sorprende – commenta all’Adnkronos Antonio Decaro, eurodeputato e presidente eletto della Regione Puglia – perché se da un lato aumentano le intimidazioni, dall’altro aumentano gli amministratori locali che resistono, che denunciano, che contrastano l’illegalità a colpi di atti e provvedimenti che evidentemente colpiscono la criminalità nei suoi affari. Io sono stato sindaco della mia città per dieci anni, vivo sotto scorta da nove, ma non cambierei niente di quello che ho fatto». «Quello che possiamo chiedere oggi è di incrementare il sistema di tutele per tutti i sindaci e gli amministratori che vivono una condizione di intimidazione, soprattutto nei casi dei Comuni più piccoli, dove gli amministratori locali sono avamposto di qualsiasi richiesta o istanza, legittima o meno. Se non proteggiamo i nostri sindaci e il loro lavoro, il rischio non è solo quello di continuare ad alimentare queste drammatiche classifiche ma che non ci sarà più nessuno disposto a ricoprire questi ruoli che, per dirlo con le parole del presidente Mattarella, sono il terminale più esposto della Repubblica italiana». Dopo la Puglia, seguono, con un incremento consistente della percentuale di aggressioni, la Lombardia (74 eventi nel 2024, 59 nel 2023), e la Calabria (57 nel 2024, 54 nel 2023). «In diciotto mesi che sono sindaco, ho ricevuto qualsiasi minaccia e oltraggio. Mi è stato detto di bermi l’acido muriatico, sono stata definita “donna di m…”, “prostituta”, “vomito”, sempre sui social. Ma la scelta di candidarmi la rifarei ancora e sempre. Le minacce le affronto col coraggio della denuncia, anche per dare un segnale di fiducia nei confronti delle istituzioni», racconta all’Adnkronos Simona Scarcella, sindaco di Gioia Tauro. Vittima di leoni da tastiera che sui social le augurano cose inenarrabili, è stata affrontata dal nipote di un collaboratore di giustizia perfino negli uffici comunali. «Ho presentato contro di lui 16 denunce e per oltraggio ha avuto una condanna», dice. “E’ necessario un cambiamento culturale – spiega – puntando sui giovani e sulla capacità di mettere un veto oltre al quale non è possibile andare. Il problema più grande è stato la sfiducia che i cittadini avevano acquisito nei confronti delle istituzioni comunali, pensando non si potesse ormai più cambiare. Abbiamo cercato di regalare loro un po’ di luce, riuscendo a candidare Gioia Tauro a Capitale della Cultura 2028, cosa che nessuno mai nemmeno sognava. Il nome della mia città non deve più essere associato solo alla ‘ndrangheta. Gioia Tauro è la patria di Stesicoro, della Magna Grecia. A distanza di seimila anni siamo ancora la finestra sull’Europa e in quel porto, dove ogni giorno si sequestrano centinaia di chili di droga, io lavoro in qualità di responsabile dell’area legale dell’Autorità portuale. E’ il porto dove si scovano più stupefacenti, ma è così perché è quello più controllato grazie agli scanner mobili che non hanno altrove”. Restano tra le più colpite dal fenomeno delle aggressioni agli amministratori locali, sebbene con dati in calo rispetto allo scorso anno, la Campania (52 nel 2024, 64 nel 2023) e la Sicilia con 69 episodi nel 2024 e 76 nel 2023. Di pochi giorni fa gli “auguri di morte” fatti arrivare via social al primo cittadino di Termini Imerese, nel palermitano. «Mi hanno fatto notare che sono il settimo sindaco più minacciato d’Italia. Ma io non mollo – commenta all’Adnkronos Maria Terranova – Tutto nasce dalle battaglie che abbiamo portato avanti, dalle occupazioni abusive di baracche, che erano disseminate sul territorio, per poi passare agli abusivi del pesce, agli sgomberi delle case popolari. Quando sono arrivata a Termini Imerese, nel 2020, c’erano 30 alloggi popolari occupati abusivamente; quest’anno, dopo ordinanze e un lavoro costante, abbiamo azzerato il patrimonio comunale occupato abusivamente. Gli sgomberati sono stati tutti sistemati, pagando noi come Comune i traslochi, i b&b, laddove le famiglie sgomberate non avessero un posto immediato dove andare». «Mi hanno detto che mi avrebbero tagliato, la testa, che mi avrebbero fatto saltare in aria – racconta Terranova – Ho subito una diffamazione pesante con contenuti a sfondo sessuale, solo per avere fatto il mio dovere. La prefettura dapprima mi ha sottoposta a vigilanza generica radio-collegata, poi sono stata sottoposta a vigilanza a orari concordati, quindi prima di uscire di casa dovevo chiamare Polizia o carabinieri per andare in Comune e poi per tornare a casa. Qui si è diffusa purtroppo la convinzione che ognuno la mattina può alzarsi e dire ciò che vuole. Ma io non ho paura. Mi dispiace solo aver avvertito più volte una solitudine istituzionale a tratti disarmante. Le operazioni di ripristino della legalità, le battaglie di questo tipo che sono battaglie di civiltà, battaglie dignità, non possono avere colori politici». Le aree più esposte alla “piaga” degli insulti e delle aggressioni agli amministratori locali risultano la provincia di Lecce – dove nel 2024 si sono verificati 36 episodi, a fronte dei 25 del 2023 – e quelle di Cosenza (34 nel 2024, 28 nel 2023), Torino (33 nel 2024, 30 nel 2023) e Napoli che tuttavia registra un decremento nell’annualità 2024 con 27 episodi, rispetto ai 37 nel 2023. Il 24% degli atti intimidatori rilevati è riconducibile a matrice privata, il 12% a tensioni di natura politica e l’11,1% a tensioni di natura sociale. Il focus sulle vittime conferma la maggior incidenza di casi ai danni delle figure costituenti il front per il cittadino, ovvero i sindaci. Il modus operandi più frequente nel 2024 è rappresentato dalla pubblicazione di contenuti ingiuriosi o minacciosi sui social network/web che, con 156 episodi totali, fa registrare un aumento del 19,1% rispetto ai 131 casi registrati nel 2023. In particolare, la piattaforma Facebook si conferma lo strumento maggiormente utilizzato, evidenziando un aumento del 18,8% rispetto all’anno precedente (82 segnalazioni nel 2024 a fronte delle 69 del 2023). Nel 2024 si registrano 15 atti di intimidazione rivolti ad amministratori regionali. La matrice è riconducibile a tensioni socio-politiche nel 66,7% dei casi, mentre le scritte sui muri/imbrattamenti rappresentano il modus operandi più frequente (26,7% dei casi). Dei 630 atti intimidatori del 2024, 151 sono riconducibili a matrice di natura privata (24%), 78 a tensione politica (12,4%), 70 a tensioni sociali (11,1%), 60 alla criminalità comune (9,5%) ed 1 alla criminalità organizzata (0,2%). Per 270 eventi (42,9%) non è ancora stata individuata la matrice criminale. Nel 2023 sono stati registrati 553 atti intimidatori, 122 dei quali riconducibili a matrice di natura privata (22,1%), 86 a tensioni sociali (15,6%), 57 a tensione politica (10,3%), 33 alla criminalità comune (6%) ed 1 alla criminalità organizzata (0,2%). Per 254 eventi (45,9%) non è ancora stata individuata la matrice criminale. Nel 2024 gli amministratori locali vittime di intimidazione risultano prevalentemente sindaci, anche metropolitani: 350 casi (55,6%) consiglieri comunali, anche metropolitani: 120 casi (19%), componenti della giunta comunale: 106 casi (16,8%). Come rilevato anche in altri periodi, i sindaci si confermano gli amministratori più interessati dal fenomeno, avendo subito più intimidazioni del complesso delle altre categorie. (di Silvia Mancinelli, Adnkronos) 

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