Caso Odoardi, le ragioni del Consorzio Agricolo Scavigno
La nota dell’avvocato Filomena Colonna a nome del proprietario della cantina e titolare della attività di imbottigliamento-vendita e commercializzazione

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’avvocato Filomena Colonna, legale del Consorzio Agricolo Scavigno, sede legale ed operativa in Nocera Terinese n. 35 proprietario della Cantina Odoardi e Titolare della attività di imbottigliamento-vendita e commercializzazione del Vino Doc Scavigna.
In relazione ad alcune notizie apparse sulla stampa circa un presunto dissequestro che sarebbe funzionale alla “ripresa dell’attività” del Sig. Gregorio Lillo Odoardi presso la località Campodorato n. 35, si ritiene necessario formulare le seguenti puntuali precisazioni, al fine di ristabilire la corretta rappresentazione dei fatti. Il dissequestro di cui si riferisce la stampa non riguarda la ripresa dell’attività del Sig. Gregorio Lillo Odoardi e la sua presunta azienda. Le ricostruzioni giornalistiche circolate in queste ore risultano improprie e, per come formulate, idonee a generare equivoci nell’opinione pubblica. Il provvedimento di dissequestro, per quanto consta, attiene all’area (terreno agricolo) intestata al Sig. Gregorio Lillo Odoardi, la quale è stata dallo stesso vincolata al Consorzio Agricolo Scavigno e rientra nel compendio funzionale e patrimoniale connesso alle attività consortili. Si precisa, inoltre, che il Sig. Gregorio Lillo Odoardi ha rivestito la carica di Presidente del Consorzio Agricolo Scavigno fino al 2015, circostanza che impone di leggere correttamente l’inquadramento storico e giuridico dei beni e dei rapporti consortili, evitando semplificazioni che possano ingenerare fraintendimenti. Il Sig. Gregorio Lillo Odoardi risulta escluso dalla compagine del Consorzio Agricolo Scavigno dal mese di aprile 2025, come da definizione intervenuta in sede giudiziaria dalla corte d’appello di Catanzaro. Ne consegue che qualunque lettura del dissequestro come “legittimazione” o “via libera” alla ripresa di attività in capo al predetto soggetto non è conforme al quadro già accertato dalle autorità giudiziarie.
Tale circostanza non può essere confusa né sovrapposta alla legittimazione di attività produttive in capo a soggetti privi di titolo, né può essere utilizzata per accreditare la tesi di una “ripresa” dell’attività del Sig. Gregorio Lillo Odoardi presso la sede di Campodorato n. 35. Nocera Terinese. La rappresentazione “semplificata” del contesto, oltre a essere fuorviante, omette elementi decisivi per comprendere correttamente la vicenda. È principio noto che la titolarità e i diritti di proprietà vengono accertati nelle sedi competenti, ambito civile, mentre l’Autorità giudiziaria requirente esercita poteri di indagine nell’alveo delle attribuzioni previste dalla legge. Ogni sovrapposizione impropria tra piani diversi (penale, civile, amministrativo) rischia di alterare la percezione pubblica e di alimentare narrazioni non aderenti agli atti.
Avv. Filomena Colonna
Consorzio Agricolo Scavigno
Nocera Terinese (CZ)