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Suor Patrizia Andrizzi, la missionaria calabrese da oltre 40 anni in Venezuela. «L’unica parola qui è fame»

«Ho consumato la mia esistenza qui, sono soddisfatta perché la mia vita ha avuto un senso»

Pubblicato il: 04/01/2026 – 6:41
di Fabio Benincasa
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Suor Patrizia Andrizzi, la missionaria calabrese da oltre 40 anni in Venezuela. «L’unica parola qui è fame»

CARACAS Patrizia Andrizzi da oltre 40 anni vive in Venezuela, la suora italiana di origini calabresi è al servizio dei più bisognosi e della popolata borgata Catia La Mar, considerata tra le più pericolose di Caracas e sede della caserma di montagna bombardata e disattivata nel corso del recente attacco statunitense in Venezuela.

La borgata

Il sorriso non abbandona mai il suo volto, suor Patrizia ogni giorno sfama i più piccoli e le loro famiglie. In un reportage del 2019, l’inviato di Tv 2000 Vito D’Ettorre mostra le immagini di una giornata vissuta accanto a lei. Catia La Mar di notte si trasforma in un centro di spaccio e prostituzione, di giorno sono le rapine a mano armata a minare la serenità dei residenti. Nel mezzo, trovano spazio l’impegno e la tenerezza di suor Patrizia Andrizzi, missionaria delle Sorelle dell’Immacolata. Tutti i giorni, visita le persone che abitano nella borgata e quando è ora di pranzo, cucina per i più piccoli. Un piatto di riso e fagioli neri è il pasto caldo assicurato ai piccoli, il cibo scarseggia ma i bimbi si accontentano. «Le persone vengono davanti alla porta e dicono “mio figlio ha fame”. L’unica parola qui è fame», racconta suor Patrizia. «Penso di ricevere più io che i bambini. Quel sorriso, quell’abbraccio che ti danno più o meno ti basta per tutto il giorno. Dio ci concede salute soprattutto per portare avanti questo lavoro. Ho consumato la mia vita qui, 40 anni, sono soddisfatta perché la mia vita ha avuto un senso». Sempre ai microfoni di Tv 2000, la missionaria – nel 2021 – aveva lanciato l’allarme sulle difficili condizioni di vita in Venezuela. «Oggi bisogna parlare con molta prudenza». «C’è una sofferenza al di là delle forze umane, a tutti i livelli: a livello economico, politico, sociale, alimentare, sanitario. Sto uscendo da un ospedale, sono andata da un medico, sto cercando le medicine e non le trovo». «Il nostro impegno – ha aggiunto la missionaria calabrese – è soprattutto non spegnere la speranza, accompagnare la gente in questo processo».

Si muore di fame

«La gente che muore – raccontava suor Patrizia in una intervista al Giornale – non può permettersi neanche una bara e un funerale. Hanno interrato persone e bambini dentro gli scatoloni». C’è chi riesce a vivere consumando solo due chilogrammi di pasta al giorno e c’è chi rovista tra gli scarti in cerca di cibo. Le sorelle dell’Immacolata riescono a sfamare circa 100 bambini. «Maduro dice che in Venezuela non c’è fame? Perché ha la dispensa piena – diceva suor Patrizia – ma non vede i bambini che vanno a cercare il cibo nella spazzatura». (f.benincasa@corrierecal.it)

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