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la tregua

Ospedale di Polistena, confronto aperto e continuità dei servizi garantita

L’incontro seguito alla mobilitazione consente di mantenere aperto il reparto di Anestesia Rianimazione. Amministrazioni locali e Asp avviano un percorso condiviso per una soluzione stabile

Pubblicato il: 05/01/2026 – 18:14
di Paola Suraci
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Ospedale di Polistena, confronto aperto e continuità dei servizi garantita

POLISTENA Un mese di respiro, ma nessuna certezza sul futuro. È questo l’esito dell’incontro che si è svolto oggi a Polistena dopo il sit-in permanente promosso dal Comitato Spontaneo a tutela della salute e la crescente mobilitazione delle comunità della Piana di Gioia Tauro per il destino dell’ospedale spoke, in particolare del reparto di Anestesia e Rianimazione.
La direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, ha raggiunto il territorio per un confronto. Al Comune di Polistena, su invito del sindaco Michele Tripodi, la Di Furia ha preso parte a una riunione istituzionale con i sindaci del comprensorio, i rappresentanti del Comitato Spontaneo e don Pino Demasi referente di Libera. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi e presidente dell’Associazione “Città degli Ulivi”, in rappresentanza dei comuni della Piana, Domenico Antico (Cittanova), Giuseppe Morizzi (Oppido Mamertina), Salvatore Valerioti (San Giorgio Morgeto), Antonio Albanese (Giffone), Giuseppe Zampogna (Scido) e Alessandro Giovinazzo (Rizziconi). Presenti anche il nuovo direttore di presidio, dott. Marino, e il chirurgo dott. Palmanova.

Trovata una soluzione-tampone

Dal confronto è emersa una soluzione che consente di evitare nell’immediato la chiusura del reparto di Anestesia e Rianimazione e il conseguente ridimensionamento dell’ospedale. Grazie a un accordo tra Asp e operatori sanitari, il servizio potrà essere garantito per circa 30 giorni, anche indipendentemente dalle prestazioni aggiuntive, assicurando la gestione delle emergenze-urgenze e la continuità minima del comparto operatorio. Una tregua resa possibile dall’impegno del personale attualmente in servizio e dal coinvolgimento di medici provenienti da altri presidi ospedalieri.
Si tratta, tuttavia, di una soluzione-tampone. Trascorso questo periodo, la situazione rischia di diventare nuovamente critica. Il problema, infatti, non è organizzativo ma normativo. Come spiegato dalla direttrice generale, la crisi è esplosa a seguito di un’interpretazione restrittiva del recente Decreto Milleproroghe, che non ha previsto la proroga della possibilità di rinnovare i contratti ai medici in pensione. Professionisti che fino ad oggi avevano garantito la copertura dei turni nel reparto di Anestesia e Rianimazione, colmando una carenza strutturale di personale.
Una scelta – o una lacuna legislativa – che non colpisce solo Polistena, ma che riguarda anche altre realtà sanitarie calabresi. L’impatto sul territorio, però, è immediato e pesante, perché l’ospedale di Polistena rappresenta l’unico presidio spoke della Piana di Gioia Tauro e un punto di riferimento indispensabile per migliaia di cittadini.
Da qui la presa di posizione netta e unitaria dei sindaci, che rivendicano il risultato ottenuto come frutto esclusivo della mobilitazione delle comunità e non di interventi politici tardivi. Le richieste sono chiare: una revisione urgente del Decreto Milleproroghe per consentire il rinnovo dei contratti ai medici liberi professionisti, anche se in quiescenza; l’attivazione di soluzioni strutturali basate su assunzioni a tempo indeterminato; il rilancio complessivo dell’ospedale di Polistena, scongiurando riduzioni di posti letto, soppressioni di servizi e il ridimensionamento dei reparti.
Il messaggio che arriva dalla Piana di Gioia Tauro è inequivocabile: l’ospedale non può più vivere di proroghe e soluzioni emergenziali. Senza interventi concreti da parte di Regione e Governo, la tregua di questi 30 giorni rischia di trasformarsi nell’ennesimo rinvio di una crisi che il territorio non è più disposto a subire in silenzio. (redazione@corrierecal.it)

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