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la rete criminale

Dall’oro bianco agli oppioidi sintetici: dopo la cocaina, sull’Europa la minaccia Fentanyl. Con l’ombra dei clan

L’Europol segnala «l’invasione dei broker europei» incaricati di coordinare i carichi diretti in Italia dall’Ecuador. La catena di gestione e la «corruzione delle istituzioni»

Pubblicato il: 06/01/2026 – 15:12
di Mariateresa Ripolo
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Dall’oro bianco agli oppioidi sintetici: dopo la cocaina, sull’Europa la minaccia Fentanyl. Con l’ombra dei clan

ROMA Una crescente presenza di broker europei in Ecuador che sarebbe stata segnalata dall’Europol. Mentre gli Stati Uniti hanno dichiarato la guerra agli oppioidi sintetici, e in particolare al Fentanyl, l’Europa si conferma nel ruolo di hub mondiale per la cocaina. Ma il confine tra queste due emergenze è sempre più sottile. Davanti alla Commissione parlamentare antimafia, Diana Salazar Méndez, già procuratrice generale dell’Ecuador, ha tracciato la linea che unisce i porti sudamericani ai mercati europei, avvertendo che il sistema di controllo è sull’orlo del collasso.
A tracciare il quadro anche la presidente della Commissione Chiara Colosimo, che ha evidenziato come il consumo di droga stia mutando pelle: se negli Usa il Fentanyl ha cannibalizzato il mercato, l’Europa resta il principale terminale della cocaina. Tuttavia, il pericolo è che le organizzazioni criminali – come la ’ndrangheta, citata nell’audizione come principale acquirente – inizino a sfruttare le nuove rotte per introdurre nuove sostanze.

Narcotraffico, la catena di gestione e la corruzione delle istituzioni

L’audizione si inserisce nel filone d’indagine della Commissione sulle rotte del narcotraffico e sul ruolo egemone delle mafie italiane, in particolare dei clan calabresi, in Sud America. «La droga non esce da sola: è necessaria una catena di gestione che permetta alle droghe di arrivare nei porti europei. Quindi, è molto importante lavorare con verifiche di affidabilità del personale coinvolto nei controlli», ha spiegato Salazar Méndez. Il rischio che il traffico si evolva verso sostanze ancora più letali come il Fentanyl è alimentato dalla capacità delle mafie di corrompere e “contaminare”.

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«L’Europol segnala una crescente presenza di broker europei in Ecuador, che, di fatto, sono incaricati di coordinare i carichi di droga e così via», ha spiegato la presidente Colosimo, che in audizione ha chiesto all’ex procuratrice se siano state fatte indagini «che hanno individuato il ruolo della ‘ndrangheta e dei clan albanesi come acquirenti della droga diretta in Europa e in Italia in particolare». La droga viaggia dall’Ecuador sfruttando i porti di Manabi, Guayas ed Esmeraldas, indicati come «punti di transito dai quali esce la droga, attraverso la contaminazione di container di vari prodotti di esportazione, soprattutto le banane, che arrivano in Europa e vengono trasportate in questo modo».
Salazar ha menzionato l’indagine Metástasis, che ha mostrato come il crimine organizzato non si limiti a corrompere il singolo agente, ma arrivi a possedere l’anima delle istituzioni. Un fenomeno che a che vedere con il personale che ha il compito di vigilare: «La droga non esce da sola: è necessaria una catena di gestione che permetta alle droghe di arrivare nei porti europei. Quindi, è molto importante lavorare con verifiche di affidabilità del personale coinvolto nei controlli». «Il narcotraffico ha penetrato tutto il sistema: agenti penitenziari, agenti di polizia, giudici, procuratori. Tutti erano coinvolti in una trama che aveva come obiettivo la liberazione di Leandro Norero», uno dei principali narcotrafficanti del paese. «Il coinvolgimento riguarda anche imprenditori che vivono con tutti gli agi negli Stati Uniti e che intrattengono relazioni». 
Salazar Méndez ha, quindi, invocato un cambio di passo legislativo: «Credo che dovremmo consolidare la capacità legislativa e l’ordinamento giuridico del nostro Paese. Come avevo detto, penso che potrebbe essere un’opportunità storica contare sull’appoggio e sulla consulenza degli altri Paesi, per andare verso un modello di antimafia reale, che possa essere adottato nel nostro Paese attraverso questo processo costituente».

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