Influenza e infezioni respiratorie, impennata di accessi negli ospedali calabresi. A Cosenza 600 casi in 48 ore
Strutture in forte affanno. Anziani e soggetti fragili i più colpiti, ma non mancano casi tra persone più giovani

COSENZA L’ondata influenzale in corso sta provocando un forte incremento degli accessi ai pronto soccorso dei principali ospedali della Calabria, con un conseguente aumento dei ricoveri e una pressione crescente sui reparti di emergenza. Nei giorni a ridosso di Capodanno, a Cosenza si sono registrati quasi 600 accessi nell’arco di 48 ore, con circa 50 ricoveri (soltanto nella giornata di lunedì gli accessi sono stati oltre duecento). A Reggio Calabria, nello stesso periodo, sono stati gestiti oltre 400 pazienti, mentre a Catanzaro si è verificato un afflusso particolarmente intenso negli ultimi giorni.
I quadri clinici più seri hanno riguardato soprattutto complicanze respiratorie, tra cui polmoniti e insufficienze respiratorie, con diversi pazienti trasferiti in terapia intensiva. Il virus maggiormente diffuso risulta essere l’influenza A/H1N1, alla quale si sta affiancando una progressiva circolazione anche della variante H3. Secondo i responsabili dei pronto soccorso di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza, il picco dei contagi è atteso intorno alla metà di gennaio, anche in relazione alla riapertura delle scuole e all’intensificarsi dei contatti sociali durante le festività natalizie.
A Catanzaro, il primario del pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera-universitaria “Dulbecco”, Giuseppe Masciari, ha spiegato che «si è entrati nel pieno del picco influenzale, con un numero importante di accessi che era stato previsto già da tempo. I pazienti più colpiti sono stati soprattutto anziani e fragili con pluripatologie, anche se non sono mancati ricoveri di persone più giovani. Il virus più riscontrato è stato l’A/H1N1».
A Reggio Calabria, il responsabile del pronto soccorso del Grande ospedale metropolitano, Paolo Costantino, ha sottolineato che negli ultimi giorni «sono stati gestiti oltre 400 pazienti, nonostante i giorni festivi e una riduzione del personale. Le complicanze dell’influenza, prima H1N1 e ora soprattutto H3, hanno colpito in prevalenza anziani e soggetti fragili, ma la difficoltà maggiore è stata la carenza di posti letto. Per questo il territorio dovrebbe essere potenziato per ridurre l’afflusso verso l’ospedale hub».
A Cosenza, il direttore del dipartimento di Emergenza-Urgenza, Andrea Bruni, dopo aver ricordato i circa 600 accessi, di cui 78 con ambulanza, e i 50 ricoveri tra area medica e chirurgica, ha precisato che «alcuni pazienti sono stati ricoverati in terapia intensiva e non si è trattato prevalentemente di anziani, spesso vaccinati, ma di persone relativamente giovani con patologie concomitanti». Bruni ha inoltre aggiunto che «è stato attivato un Flu Point, cioè un ambulatorio straordinario per gestire i casi meno urgenti e decongestionare il pronto soccorso».
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