Comunità Competente: «Milioni stanziati, ma la sanità calabrese resta senza tecnologia»
Secondo Costantino e Curia, il programma di ammodernamento delle apparecchiature procede a rilento nonostante i fondi disponibili e gli obiettivi fissati già nel 2019

CATANZARO «La legge “n. 60 del 25 giugno 2019” aveva l’obiettivo di affrontare l’emergenza sanità in Calabria a distanza di 10 anni dall’entrata della nostra Regione nel “Piano di rientro dal debito”. Per sostenere questo importante obiettivo il Parlamento aveva deciso di assegnare alla Calabria 82.164.205 euro con la quota aggiuntiva a carico della Regione (5%) pari a euro 4.324.432,00 per un importo complessivo di euro 86.488.636,84 per acquistare “Apparecchiature sanitarie”». Ad evidenziarlo in una nota sono Francesco Costantino e Rubens Curia di Comunità Competente Calabria.
«Ricordiamo, a tal proposito – proseguono – che l’Agenas a sostegno del “Programma di ammodernamento tecnologico della Regione Calabria “approvato dal Generale Cotticelli con il DCA 183/2019 e successive modifiche testualmente scriveva: “L’ esigenza di sostituire 59 Apparecchiature è conseguenza dell’obsolescenza delle stesse la cui età è superiore a 7 anni”, tra queste l’Agenas rammentava 16 TAC, 18 Mammografi, 7 RMN, 10 Angiografi. Il Programma di ammodernamento prevedeva l’acquisto in tempi brevi, tenuto conto, tra l’altro, della mobilità passiva che superava allora e supera, tuttora, i 300 milioni di euro, di 85 “Grandi Apparecchiature”. Purtroppo Comunità Competente con i suoi report ha, più volte, segnalato alla Struttura Commissariale i notevoli ritardi delle procedure d’acquisto che sono ferme al 28 maggio 2025 e che hanno impegnato solo 34 milioni e 207 mila euro per 41 Apparecchiature Sanitarie. Ricordiamo che il “Programma Operativo 2022/25 prevedeva la sottoscrizione di tutti gli 85 contratti d’acquisto delle forniture entro il 31/03/2025! È necessario chiarire perché, a distanza di anni, l’Asp di Crotone ha acquistato 4 Apparecchiature su 10, l’Asp di Catanzaro 1 su 6, l’Asp di Cosenza 11 su 19, l’Asp di Vibo Valentia 3 su 6, l’Asp di Reggio Calabria 4 su 7, l’A.O. di Cosenza 3 su 5, l’AOU di Catanzaro 7 su 19, il GOM di Reggio Calabria 8 su 13 Apparecchiature. Vorremmo comprendere le ragioni e gli ostacoli che evidentemente si frappongono a livello Ministeriale? Regionale? Aziendale? Riteniamo che sarebbe opportuno fare chiarezza su una questione della massima importanza per la salute dei calabresi».

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