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Diplomazia al lavoro per Trentini: ore delicate per la svolta

Italia, Vaticano e intelligence impegnati su più tavoli

Pubblicato il: 11/01/2026 – 7:26
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Diplomazia al lavoro per Trentini: ore delicate per la svolta

ROMA Diplomazia, intelligence e canali informali continuano a lavorare senza sosta per ottenere la liberazione di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela da oltre quattrocento giorni. Dopo il rilascio di Biagio Pilieri e Luigi Gasperin, la vicenda sembra avviarsi verso una possibile svolta, anche se i tempi restano incerti e scanditi da decisioni lente e frammentarie delle autorità di Caracas.
Trentini, 46 anni, è stato arrestato il 15 novembre 2024 e da allora si trova nel carcere di massima sicurezza di El Rodeo I, alle porte della capitale. Secondo l’ong Foro Penal, al momento sono solo dodici i detenuti scarcerati, con tre nuovi rilasci registrati nelle ultime ore. Tra questi figura anche Antonio Gerardo “Nino” Buzzetta Pacheco, cittadino italo-venezuelano arrestato a fine settembre 2024 e detenuto nello stesso istituto penitenziario di Trentini. La sua liberazione ha riacceso le speranze delle famiglie degli altri prigionieri italiani.
Fonti che seguono il dossier spiegano che i primi rilasci rientrerebbero in un accordo immediato tra Stati Uniti e nuove autorità venezuelane, mentre per chi non era incluso in quell’intesa i tempi potrebbero allungarsi, anche a causa di una macchina burocratica complessa e opaca. Le prossime ore, tuttavia, vengono descritte come decisive, con contatti continui sul piano diplomatico e dell’intelligence. Ci sarebbe infatti anche il nome di Trenini nella lista dei detenuti da scarcerare.
Accanto all’azione del governo italiano, si muove anche la diplomazia vaticana, attiva fin dall’inizio in un lavoro silenzioso e discreto. Secondo diverse fonti, Santa Sede e Italia starebbero coordinando gli sforzi per aprire uno spiraglio utile alla liberazione dei connazionali. Non si esclude, inoltre, che Roma possa offrire un sostegno politico al nuovo corso venezuelano, anche come ponte nei rapporti internazionali e con Washington.
Restano però nodi giuridici delicati: alcuni detenuti, tra cui Trentini, sarebbero in carcere senza una condanna formale né accuse precise. Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di un’amnistia generale. Intanto, fuori dalle carceri venezuelane, continuano veglie e proteste pacifiche. Familiari e attivisti chiedono una sola cosa: la liberazione di tutti i prigionieri, denunciando il silenzio delle autorità come una forma di ulteriore tortura psicologica.

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