Catanzaro, i partiti “puntano” le Provinciali. Prove generali per Amministrative e Politiche
Prime riunioni per il centrodestra e il centrosinistra in vista del rinnovo del Consiglio di Palazzo di Vetro, atteso nelle prossime settimane

CATANZARO Un “oggetto misterioso” tranne che per gli addetti ai lavori, che infatti hanno acceso i motori per prepararsi a un appuntamento politico comunque importante. Nel silenzio generale, dovuto anche alla narrazione generale che accompagna queste istituzioni, svuotate delle loro funzioni, la politica catanzarese si prepara al 2027 facendo le prove generali con le Provinciali. In un contesto peraltro piuttosto confuso, i partiti avrebbero messo in agenda una data tra metà febbraio e metà marzo, quella nella quale si dovrebbero tenere le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Catanzaro. “Dovrebbero”, condizionale d’obbligo perché ancora c’è incertezza sul concreto svolgimento di queste votazioni, ma intanto sia fronte centrodestra fronte centrosinistra sono iniziate le prime “manovre” per l’allestimento delle liste. Certo, le Provinciali non sono quelle di una volta, ormai, si tratta di una votazione di secondo grado riservata solo agli amministratori comunali sia come elettorato attivo che come elettorato passivo, ma sono uno “snodo” politico comunque significativo, perché comunque delineano scenari anche in prospettiva (nel caso di specie le Comunali di Catanzaro e le Politiche, entrambe con l’orizzonte del prossimo anno salvi stravolgimenti sempre possibili).
Motori accesi
E così, secondo quanto si è appreso il Pd lunedì dovrebbe radunare i propri amministratori e lo stesso si accingerebbero a fare i partiti del centrodestra, singolarmente e poi collegialmente. Per ora i ragionamenti – va precisato – non riguardano la presidenza della Provincia di Catanzaro, oggi in quota Lega con Amedeo Mormile, il cui mandato scadrebbe in autunno, ma riguarderebbero solo il Consiglio provinciale, il rinnovo dei 12 componenti che oggi sono a maggioranza (schiacciante) del centrodestra. La strada che le coalizioni dovrebbero battere è quella di allestire un listone unico, strada del resto quasi obbligata visto il sistema (astruso) elettorale. Strada che – rimarcano gli analisti – appare facilmente percorribile nel campo del centrosinistra – un campo teoricamente largo ma alle latitudini catanzaresi per nulla affollato (il Pd è preponderante), come dimostra il precedente elettorale del 2023, un po’ meno in quello del centrodestra, come anche qui dimostra il precedente del 2023, quando il centrodestra presentò più liste che facevano riferimento ai singoli partiti con relativi leader.
I risvolti
Si vedrà come i partiti e gli schieramenti si determineranno. Intanto – come riferiscono in tanti – queste imminenti Provinciali di “midterm” saranno comunque un test, in vista della elezione del Presidente di Palazzo di Vetro e poi delle Comunali di Catanzaro. Perché comunque queste imminenti Provinciali potrebbero designare dei rapporti di forza e degli equilibri che condizioneranno anche gli altri appuntamenti elettorali. Candidature comprese. Per intendersi: nel campo del centrodestra, se il candidato presidente della Provincia spetterà a uno dei partiti dell’alleanza il candidato sindaco spetterà a un altro partito. (a. c.)
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