‘Ndrangheta, la Procura chiede la conferma di 5 condanne nell’appello bis contro il clan dei Piscopisani
Lo scorso 18 marzo la Cassazione aveva annullato parzialmente le condanne disponendo un nuovo processo d’appello

VIBO VALENTIA La procura generale di Catanzaro ha chiesto la conferma delle condanne per i cinque imputati del processo Rimpiazzo la cui sentenza d’appello era stata annullata dalla Cassazione lo scorso. Si tratta del filone ordinario scaturito dall’operazione contro la ‘ndrangheta vibonese e, in particolare, contro il locale di Piscopio. Gli ermellini lo scorso 18 marzo avevano reso definitive 14 posizioni, ma annullato parzialmente la sentenza per Angelo David, difeso dall’avvocato Francesco Muzzopappa; Stefano Farfaglia, difeso dall’avvocato Antonio Rocco; Salvatore Giuseppe Galati, difeso dagli avvocati Vincenzo Sorgiovanni, Giuseppe Cutrullà, Vianello Accorretti e Giuseppe Gervasi; Benito La Bella, difeso dagli avvocati Walter Franzè e Francesco Lojacono; Michele Rinaldo Emilio Staropoli, difeso dall’avvocato Muzzopappa. La Procura nei loro confronti ha chiesto la conferma della sentenza d’appello e, dunque, i 10 anni per Stefano Farfaglia e Angelo David, 12 anni per Salvatore Giuseppe Galati, 13 anni e 8 mesi per Benito La Bella e 7 anni e 2 mesi per Michele Rinaldo Emilio Staropoli, accusati a vario titolo di estorsione e associazione mafiosa. (redazione@corrierecal.it)
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