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Il garibaldino che fondò il Corriere della Sera

Il prossimo 5 marzo ricorre il 150° anniversario della fondazione del Corriere della sera. Che venne alla luce per merito di due persone, Riccardo Pavesi che fu il primo editore e ed Eugenio Torelli…

Pubblicato il: 15/01/2026 – 17:05
di Bruno Gemelli
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Il garibaldino che fondò il Corriere della Sera

Il prossimo 5 marzo ricorre il 150° anniversario della fondazione del Corriere della sera. Che venne alla luce per merito di due persone, Riccardo Pavesi che fu il primo editore e ed Eugenio Torelli Vollier (Vollier era il cognome della madre francese) che fu il primo direttore responsabile. Torelli che era, a un tempo, napoletano e garibaldino, creò un giornale moderno e autorevole per la borghesia italiana, facendone specchio e, talvolta, guida della classe dirigente del Paese. Torelli ebbe come amico, mentore e protettore Alexandre Dumas senior, del quale divenne una sorta di assistente e stretto collaboratore mentre lo stesso Dumas dirigeva il giornale L’Indipendente a Napoli. Quando Dumas tornò in Francia nel 1864, Torelli lo seguì, sfruttando questa connessione per avviare la propria carriera parigina, lavorando per diverse riviste e imparando i meccanismi del giornalismo moderno. L’amicizia tra Alexandre Dumas padre ed Eugenio Torelli Vollier fu fondamentale per la carriera di quest’ultimo. Nel 1860 Dumas senior decise di realizzare Il grande viaggio di Ulisse e iniziò una crociera nel Mediterraneo; saputo però che Giuseppe Garibaldi era partito per la Spedizione dei Mille, lo raggiunse per mare, fornendogli, con i soldi messi da parte per il suo viaggio, armi, munizioni e camicie rosse. Fu, inoltre, testimone oculare della battaglia di Calatafimi, che descrisse ne I garibaldini, pubblicato nel 1861. Dumas, che era stato il contatto tra Garibaldi ed il ministro dell’interno del neocostituito governo liberale Liborio Romano, era al fianco di Garibaldi nel giorno del suo ingresso a Napoli: oltre che amico e ammiratore dello stesso Garibaldi, Dumas era come lui membro della massoneria, essendo stato iniziato nel 1862 nella Loggia napoletana “Fede italica” con Luigi Zuppetta. Dumas fu nominato da Garibaldi “Direttore degli scavi e dei musei”, carica che mantenne per tre anni (1861-1864), sino a quando, a causa dei malumori dei napoletani, che mal digerivano che uno straniero occupasse un tale incarico, preferì dimettersi e rientrare a Parigi. Nello stesso periodo Garibaldi lo incaricò di fondare il giornale garibaldino L’Indipendente, che anche diresse; il giornale continuò a essere stampato fino al 1876, e curatore della redazione italiana fu appunto Eugenio Torelli Viollier, futuro fondatore del Corriere della Sera. Dumas scrisse anche una monumentale storia de I Borboni di Napoli. Nel corso del suo soggiorno a Napoli, ebbe modo di conoscere bene la città e i suoi abitanti, che descrisse in modo mirabile in alcuni suoi libri quali Il Corricolo e La San-Felice, biografia romanzata di Luisa Sanfelice. Dal 1865 al 1867 lo scrittore viaggiò attraverso l’Austria, il Regno d’Ungheria, l’Italia e la Germania. Alexandre Dumas senior ebbe un forte legame con il Sud Italia e la Calabria, non solo per l’amicizia con Garibaldi e il suo ruolo politico a Napoli, ma anche a causa di un viaggio rocambolesco via terra nel 1835 che lo portò attraverso la regione, da Villa San Giovanni a Cosenza, documentando storia e vita locale, tanto da ricevere la Cittadinanza Onoraria da numerosi paesi cosentini che volevano celebrare il suo legame intellettuale e la sua vicinanza politica, come testimonia la sua partecipazione alla spedizione garibaldina e i suoi scritti.

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