Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 13:39
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

La decisione

Ritrovo per pregiudicati, chiuso per due settimane un bar a Botricello

Il Questore di Catanzaro ha emesso un provvedimento di sospensione della licenza per 15 giorni

Pubblicato il: 15/01/2026 – 11:59
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Ritrovo per pregiudicati, chiuso per due settimane un bar a Botricello

CATANZARO A seguito della proposta avanzata dalla Stazione dei Carabinieri di Botricello e all’esito della conseguente attività istruttoria svolta dall’Ufficio Licenze della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale, il Questore di Catanzaro ha adottato, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, un provvedimento di sospensione della licenza nei confronti di un bar ubicato nel Comune di Botricello, per la durata di quindici giorni. Il provvedimento trae origine da gravi episodi riscontrati dai militari dell’Arma presso il predetto esercizio. Dagli accertamenti eseguiti è emerso, in effetti, che il locale rappresentava un abituale luogo di ritrovo per soggetti gravati da precedenti penali per reati di particolare gravità e connotati da una comprovata pericolosità sociale. Le circostanze accertate, valutate sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica e in relazione al conseguente allarme sociale, hanno reso necessario l’intervento dell’Autorità di Pubblica Sicurezza. La sospensione della licenza è stata pertanto disposta con finalità preventiva. L’articolo 100 del TULPS stabilisce che il Questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini e che, qualora si ripetano i fatti che hanno determinato la sospensione, la licenza può essere revocata. Si tratta di un potere discrezionale che valuta non solo la pericolosità effettivamente riscontrata, ma anche elementi solo potenzialmente idonei a far concludere la pericolosità per la collettività, per l’ordine pubblico ed il buon costume. Pertanto, non è necessario che i disordini si siano effettivamente verificati, basta una situazione di pericolo potenziale ed oggettivo per legittimare l’adozione di simili provvedimenti, sempre suffragati da specifica attività di polizia giudiziaria. (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x