Intercettazioni, Nordio: «Stop ai trojan per reati minori»
Il ministro: «Se fossimo sempre intercettati non saremmo liberi»

ROMA Presentando il suo libro Una nuova giustizia alla Camera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha anticipato un intervento normativo volto a limitare l’uso delle intercettazioni, in particolare del trojan, il software che trasforma gli smartphone in cimici. «Stiamo già lavorando per ridurre, se non proprio eliminare, questa vergogna che viola l’articolo 15 della Costituzione. Le comunicazioni sono sacre e inviolabili, se sapessimo di essere intercettati sempre e da tutti non saremmo più liberi», ha dichiarato Nordio.
Il ministro ha criticato la legge “Spazzacorrotti” del suo predecessore Alfonso Bonafede, definendola «il delirio moralistico di un parlamento semi-giacobino», perché consente ai pm di ricorrere al trojan anche per reati minori, come una «modestissima mazzetta». «Dopo il referendum vedremo di rimediare anche a questa inciviltà», promette l’esponente del governo.
A Montecitorio, Nordio ha spiegato che il lavoro sulla riforma è già avanzato: «Abbiamo già la possibilità di intervenire perché siamo molto avanti nella riforma, probabilmente tutto dipenderà dall’esito del referendum». La proposta di abolire la Spazzacorrotti è contenuta nella relazione finale della Commissione Giustizia del Senato, guidata due anni fa da Giulia Bongiorno, e punta a conciliare la necessità delle indagini con la tutela della privacy e della libertà dei cittadini: «In questo momento la situazione è vergognosamente sbilanciata a favore del cittadino”, ha osservato Nordio, precisando che “non si toccheranno mai intercettazioni su mafia, terrorismo e sicurezza dello Stato, questo l’abbiamo detto un miliardo di volte».
Il ministro ha inoltre stigmatizzato la divulgazione pilotata delle intercettazioni, sostenendo che «notizie divulgate in modo pilotato, non è libertà di stampa». Sul fronte della responsabilità dei magistrati, Nordio si è detto contrario all’introduzione di sanzioni civili: «Non serve assolutamente a nulla perché il magistrato è assicurato, ma anche perché è una sanzione inadatta. Il magistrato impreparato e inadeguato non va colpito nel portafoglio ma nella carriera e semmai deve essere destituito».
Alla domanda sulle critiche al Csm, ritenuto uno dei più severi d’Europa, Nordio ha replicato: «Bisogna andare a vedere quali siano le sanzioni, quali siano le iniziative e quali siano alcune colpe che non sono mai state nemmeno portate a conoscenza del Csm».
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