Meloni a Trump: «Tra paesi alleati ci vuole rispetto»
Il coro di critiche dei paesi Nato, attaccati in sull’intervento in Afghanistan

ROMA I militari alleati della Nato? «Sono rimasti nelle retrovie, lontani dalla linea del fronte». Dichiarazioni, quelle consegnate a Fox News da Donald Trump che non potevano essere lasciate cadere anche da chi, da oltre un anno, è impegnato nel costruire ponti tra le due sponde dell’Atlantico. Dopo le piccate reazioni di Londra, Berlino e Parigi, che pur con sfumature diverse hanno stigmatizzato a stretto giro quelle parole ‘offensive’, anche il governo italiano esterna “stupore”. Così esordisce il presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, a fine giornata, si unisce al coro di critiche dei paesi Nato, attaccati da Trump in merito all’intervento in Afghanistan: un impegno certamente non poco dispendioso e passeggero, durato circa dieci anni, tra la missione Isaf (2001-2014) e la successiva Resolute Support, dal 2015 al 2021. Dopo la presa di distanza del titolare della Difesa Guido Crosetto, che rinvia al mittente “analisi superficiali e sbagliate”, la dura posizione presa dalla Farnesina e l’incalzante pressing dei partiti d’opposizione, Meloni rompe gli indugi, con una dichiarazione altrettanto ferma, indirizzata per la prima volta all’alleato e amico americano. Mettendo in dubbio l’impegno degli Alleati, incluso quelli italiani, Trump insomma è andato oltre. Anche per Meloni. “Italia e Stati Uniti sono legati da una solida amicizia, fondata sulla comunanza di valori e sulla collaborazione storica”, sottolinea la premier in una nota diramata da Palazzo Chigi. La collaborazione – puntualizza Meloni – “è ancora più necessaria di fronte alle molte sfide in atto”. Tuttavia, “l’amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell’Alleanza Atlantica”. E così Meloni riavvolge il filo della storia e del ventennale impegno italiano costato – sottolinea – “53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane”. Un costo, questo il suo monito, “che non si puo’ mettere in dubbio”. L’impegno dei Paesi Nato nei confronti degli Stati Uniti, ribadisce ancora Meloni, fu “un atto di solidarieta’ straordinario”, scattato dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, quando la Nato “per la prima e unica volta nella sua storia”, ha attivato l’Articolo 5. “In quell’imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l’Italia – continua la premier – rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilita’ del Regional Command West, una delle aree operative piu’ rilevanti dell’intera missione internazionale”. Da qui la sua forte presa di distanza dal tycoon: “non sono accettabili – tuona Meloni – affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi NATO in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata”.