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“zavorre” del passato

Regione, quei “carrozzoni” vuoti che ancora si aggirano nei corridoi come fantasmi

Nella relazione sulla ricognizione del sottogoverno restano ancora alcune partecipazioni orma inutili ma i cui effetti – tra contenziosi e lungaggini burocratiche – sono ancora “pendenti”

Pubblicato il: 25/01/2026 – 16:14
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Regione, quei “carrozzoni” vuoti che ancora si aggirano nei corridoi come fantasmi

CATANZARO Quei “carrozzoni” duri a morire… Nell’annuale ricognizione e razionalizzazione delle proprie partecipazioni la Regione Calabria ha ancora a che fare con alcuni organi di sottogoverno ormai da anni dimessi perché improduttivi e costosi ma ancora capaci di restare sul “groppone” dell’amministrazione a causa di “code” di vario genere. Società o consorzi da anni in liquidazione o in fallimento che però ancora compaiono nella “mappa” della Regione e un po’ la zavorrano, tra procedure e contenziosi che non si chiudono mai, sebbene siano “scatole vuote” che non servano più a niente. «Le società in fallimento, insieme a quelle in liquidazione, vengono comunque censite nell’ambito delle partecipazioni regionali, sebbene con la nomina del curatore fallimentare non vi sia più la possibilità di esercitare i diritti sociali», scrive la Giunta regionale nella relazione allegata alla recente delibera con cui ha proceduto alla revisione periodica delle proprie partecipazioni. Ecco le “tracce” di queste società ormai “fantasma”, simboli di stagioni politiche e amministrative passate che, verosimilmente, pochi sicuramente rimpiangono.

Procedure e contenziosi

Come il Comac (Consorzio mercato agricolo), oggi in fallimento: Il piano di riparto finale dall’attivo depositato dal Curatore è stato dichiarato esecutivo in data 29 settembre 2025, osserva la Giunta: nelle tabelle allegate alla relazione alla delibera di revisione, si ricorda che la partecipazione della Regione al Comac era pari al 77,61% e oggi si è «in attesa di definizione della procedura» di fallimento. Nell’elenco di questi “simulacri” della Regione compare inoltre il Consorzio Cies (Centro di Ingegneria Economica e Sociale), nato nel 1989 per la realizzazione e la gestione di un centro per lo svolgimento di ricerche, di sperimentazione, di formazione e di servizi con particolare riferimento alla problematica dell’innovazione, dichiarato fallito nel 2011: «In relazione a tale procedura, sono stati definiti i due giudizi che pendevano in grado d’appello e che ne impedivano la conclusione; tuttavia, per uno di essi – spiega la Regione – è stato proposto ricorso per Cassazione, sicché è necessario attenderne l’esito per la definizione del fallimento». In fallimento – con sentenza del 2017 – anche la Società Progetto Magna, una società in cui la Regione deteneva il 50% delle quote sociali, costituita nell’anno 2012 con lo scopo di promuovere la valorizzazione del patrimonio archeologico calabrese: «La conclusione della procedura – si legge nella relazione – continua ad essere subordinata alla definizione di un unico giudizio promosso dalla Curatela fallimentare e pendente dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro». Infine una società aeroportuale pre-gestione unica della Sacalla Sogas (Reggo Calabria), in fallimento dal 2016: «A seguito del deposito del rendiconto della gestione da parte dei curatori dimissionari – scrive la Giunta regionale – si è in attesa della definizione dei giudizi di opposizione al rendiconto stesso e della sua successiva approvazione. Non è, allo stato, possibile prevedere una tempistica di chiusura anche in considerazione del fatto che è stato autorizzato l’esercizio provvisorio e risultano pendenti diversi giudizi». Diverso invece il discorso per il Comarc, società di gestione del Centro Agroalimentare all’ingrosso di interesse regionale di Reggio Calabria): «La società è stata cancellata dal registro delle imprese il 30 aprile 2025 e in data 8 maggio 2025 è stata rimborsata la quota al socio Regione Calabria, per la somma di euro144.070,23», si annota. Mancano invece informazioni sull’Afor, la vecchia azienda per la forestazione, la cui liquidazione fino a qualche anno fa ancora si trascinava – con dinamiche “antipatiche” – tra gli uffici della Cittadella. Per non parlare poi delle liquidazioni più recenti – i Consorzi di bonifica e la “Terina”, giusto per fare degli esempi – che non sarà una passeggiata portare a termine… (a. c.)

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