La strategia militare della ‘ndrangheta, armi e droga tra ruderi e terreni abbandonati
Non si ferma la scia di sequestri. Tra depositi di armi e vaste piantagioni di marijuana. E il cuore dell’Aspromonte è spesso il luogo di occultamento ideale

LOCRI Casolari e terreni abbandonati utilizzati come depositi di veri e propri arsenali, assetti da guerra che comprendono pistole, fucili e materiale esplosivo altamente pericoloso. Quello rinvenuto pochi giorni fa nella Locride non è che l’ultimo capitolo di una preoccupante serie di ritrovamenti che sta portando alla luce la potenza di fuoco della criminalità organizzata calabrese.
Nel cuore dell’Aspromonte, i carabinieri della Compagnia di Bianco, nei giorni scorsi hanno scoperto un vasto arsenale composto da armi da guerra, esplosivi e munizioni, confermando un trend che vede il territorio come un deposito a cielo aperto di armamenti pronti all’uso. L’operazione, condotta con il supporto fondamentale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, ha permesso di individuare un fusto in plastica abilmente mimetizzato all’interno di un muro di contenimento. La scoperta aggiunge un altro tassello alla lunga lista di sequestri effettuati negli ultimi mesi, delineando una strategia di occultamento capillare. Non si esclude infatti che la ‘ndrangheta avrebbe potuto impiegare l’arsenale per compiere gravi azioni di sangue o azioni intimidatorie.
Perlustrazioni a tappeto: dai muri ai casolari
All’interno del contenitore è stato rinvenuto un equipaggiamento di distruzione massiccia: un fucile d’assalto Kalashnikov (AK-47) con relativo munizionamento; un fucile semiautomatico calibro 12 con matricola abrasa; una doppietta calibro 12. E soprattutto tre bombe anticarro M-60 e tre razzi anticarro.
La presenza di ordigni anticarro ha richiesto l’intervento tempestivo degli artificieri antisabotaggio del Comando Provinciale di Reggio Calabria, che hanno proceduto al brillamento sul posto in condizioni di massima sicurezza. La tipologia di armi rinvenute suggerisce una destinazione legata ad attività criminali di estrema pericolosità, ben oltre il controllo del territorio locale.
L’intervento non è rimasto isolato. La perlustrazione si è infatti estesa a fabbricati dismessi e strutture rurali della zona, dove sono stati rinvenuti ulteriori quattro fucili, una pistola Smith & Wesson, ingenti scorte di munizioni di vario calibro.

Qualche settimana fa ad essere scoperto a Platì dai carabinieri, insieme ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e del 14° Battaglione “Calabria”, un bunker sotterraneo, nascosto sotto una stalla in mezzo alla fitta vegetazione aspromontana, trasformato in una serra “indoor” di marijuana.
Luoghi abbandonati, come terreni o casolari, spesso in zone particolarmente impervie, non sono nuove a questo genere di ritrovamenti. Tra depositi di armi e vaste piantagioni di marijuana, oppure stupefacente già pronto per lo spaccio, sono frutto del lavoro di setaccio del territorio. E il cuore dell’Aspromonte è spesso il luogo di occultamento ideale.
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