Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 16:32
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

gli effetti del ciclone “harry”

Strutture distrutte e nessuna tutela assicurativa. L’allarme delle imprese balneari

Il dilemma delle polizze “catastrofali” che non coprono i danni delle mareggiate come quelle devastanti provocate dall’ultima ondata di maltempo. La preoccupazione degli operatori

Pubblicato il: 26/01/2026 – 14:42
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Strutture distrutte e nessuna tutela assicurativa. L’allarme delle imprese balneari

CATANZARO I danni e (forse) anche la beffa. Tiene banco in queste ore la fortissima preoccupazione delle imprese balneari (ma non solo) colpite dagli effetti devastanti del ciclone “Harry” sulle coste della Calabria, in particolare la costa jonica catanzarese e reggina. Le eccezionali e spaventose mareggiate dei giorni scorsi hanno letteralmente travolto decine e decine di lidi, con tutti i servizi connessi, che proprio in questi giorni si stavano attrezzando per preparare la prossima stagione estiva e che adesso si trovano alle prese con un lavoro da rifare daccapo e con ristori e risarcimenti che chissà quando arriveranno (se arriveranno…). Soldi e tempo, queste le due facce di un’unica grande emergenza, che le associazioni di categoria rappresentative delle imprese del settore – da Assoutenti a Fiba Confesercenti, da Confartigianato alla Cna – stanno rilanciando a livello nazionale e regionale. Due – dicono gli esperti – sono essenzialmente le problematiche principali: la prima nasce dal fatto che le mareggiate hanno praticamente dissolto la linea di confine tra aree demaniali e non, anche se questo aspetto in realtà potrebbe essere sanato con il ripascimento delle spiagge, di competenza delle istituzioni locali e territoriali.

L’allarme assicurazioni

Il vero allarme per le imprese balneari e non solo in realtà nasce ponendo l’attenzione sugli effetti di una recente legge, quella sulle cosiddette “polizze catastrofali”, la legge che impone alle imprese l’obbligo di assicurarsi contro i disastri ambientali. Tutte le associazioni di categoria sono concordi nel dire che «eventi come mareggiate, infiltrazioni di acqua marina e danni alle imprese situate nelle aree costiere sono in realtà esclusi dalle polizze assicurative e quindi dalle coperture». Questo significherebbe che molte imprese alla fine pagherebbero assicurazioni costose senza avere la certezza di essere risarcite. L’obbligo assicurativo deriva da una legge del 2024, entrata in vigore per le piccole e medie imprese dal 31 dicembre scorso. Alcune associazioni di categoria si spingono anche oltre nell’analisi, facendo balenare il sospetto che lo Stato abbia demandato al privato la gestione dei rischi senza garantire coperture pubbliche adeguate: Assoutenti a esempio paventa il rischio che «le polizze catastrofali diventino una scusa surrettizia per ridurre l’intervento pubblico e spostare sui privati il costo dell’inerzia politica». Il timore ad ogni modo è duplice, da parte delle imprese balneari: pagare polizze onerose e non ottenere né risarcimenti assicurativi né interventi tempestivi da parte del governo. Da qui la corale richiesta di una revisione profonda della normativa al momento vigente, vissuta in realtà come una tassa aggiuntiva e penalizzante.  (c. a.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x