Catanzaro, c’era una volta il Consiglio comunale… La decadenza di Palazzo De Nobili
Le (poche) sedute dell’assemblea cittadina rivelano un evidente declino sul piano qualitativo della classe politica del capoluogo

CATANZARO Venti anni fa la “mappa” dell’aula rossa di Palazzo De Nobili a Catanzaro era questa: sindaco Rosario Olivo, già presidente della Regione e già sottosegretario al Lavoro, all’opposizione tra gli altri Wanda Ferro, che nel tempo sarebbe diventata presidente della Provincia e oggi è sottosegretario all’Interno, Mario Tassone, pluriparlamentare e più volte uomo di governo, Mimmo Tallini, che sarebbe diventato presidente del Consiglio regionale, Franco Cimino, volto storico della Dc calabrese (è stato ultimo segretario democristiano provinciale), Gabriella Albano e Baldo Esposito, che sarebbero diventati consiglieri regionali. Giusto un esempio per dire cos’era fino a diversi anni fa il Consiglio comunale di Catanzaro e cosa invece è diventato adesso. Una riflessione che appare doverosa dopo l’ultima seduta dell’assemblea catanzarese, nervosa, tesa, ai limiti della rissa (cosa che politicamente ci sta sempre, beninteso) ma rivelatrice di un declino ormai sempre più inarrestabile della qualità della classe politica catanzarese. Prima c’erano politica e spesso vocazione, oggi sembra che non ci siano né l’una né l’altra…
L’involuzione
Una involuzione che in realtà non è di adesso – e non è comunque prerogativa solo di Catanzaro, va detto – ma che affonda le proprie origini ad almeno una decina di anni fa, in coincidenza peraltro con la “decadenza” dei partiti, a sinistra come a destra, ormai incapaci di selezionare al meglio i propri quadri come avveniva una volta. Oggi – spiegano diversi analisti – in buona parte i consiglieri comunali di Catanzaro sono quelli che fino a venti anni fa sarebbero stati al massimo consiglieri circoscrizionali, portatori di interessi rispettabili ma piccolini, “di quartiere”. A Palazzo De Nobili ci si arriva essenzialmente grazie a pacchetti di voti molto consistenti, costruiti proprio nel quartiere di provenienza e contati uno ad uno, frutto d piccole clientele, al punto che il consigliere comunale “tipo” di Catanzaro oggi sembra più uno impegnato a sbrigare pratiche piuttosto che a rivestire un ruolo politico. E’ il segno (negativo) dei tempi, misurabili da alcuni dati. Nella passata consiliatura, quella a guida del sindaco Sergio Abramo, si è assistito anche a Consigli comunali chiusi con solo sei consiglieri in aula. E in questa legislatura a guida del sindaco Nicola Fiorita, si sta assistendo – nelle rare volte in cui peraltro ci si riunisce (una manciata di volte nel 2025, appena 8) – a sedute all’insegna del “piccolo cabotaggio”, nelle quali non arriva mai uno scatto in avanti o un salto di qualità. Lo dimostra plasticamente la seduta del giugno 2025 nella quale il Consiglio comunale si sarebbe dovuto esprimere sulla localizzazione del futuro nuovo ospedale, insomma su un tema di grande importanza per la città: quella seduta saltò per la mancanza del numero legale a causa delle divisioni tanto nella maggioranza quanto nell’opposizione. Da una decina di anni – con una particolare enfasi in questa legislatura – in Consiglio comunale convivono veterani di mille battaglie (che spesso fanno “pesare” la loro esperienza) ed esordienti che a fatica emergono: al centro il cosiddetto “mondo di mezzo”, fatto di consiglieri comunali eletti in una coalizione perdente ma pronti a sostenere surrettiziamente la coalizione vincente, con la conseguenza di una perenne mediazione al ribasso per portare avanti le attività comunali. A saldarli, fondamentalmente, una sorta di “istinto di sopravvivenza” e la paura di andarsene a casa prima del tempo (per molti consiglieri comunali stare sui banchi dell’aula rossa è la principale fonte di guadagno personale), E non a caso il gruppo più consistente a Palazzo De Nobili è il Misto… E allora: cosa fare? Come cambiare? Salvi stravolgimenti sempre possibili, nel 2027 si rivoterà per il Comune di Catanzaro. I partiti battano un colpo. Se ci sono… (a. c.)
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