Processo Bergamini, rigettate tutte le eccezioni della difesa in Appello. «Entro luglio la fine del processo»
Il commento di Donata Bergamini: «Uno sfogo atteso da 37 anni». L’avvocato Anselmo: «Questa non è fuffa»

CATANZARO Un’udienza lampo che ha portato già ad un primo risultato importante nel corso del processo d’Appello dell’omicidio di Denis Bergamini, l’ex calciatore del Cosenza trovato senza vita il 18 novembre 1989 lungo la statale 106 a Roseto Capo Spulico. Questa mattina in Corte d’Appello a Catanzaro, infatti, i giudici hanno rigettato tutte le eccezioni della difesa dell’unica condannata in primo grado, Isabella Internò, nella sentenza emessa il 1° ottobre 2024 dalla Corte d’Assise di Cosenza, che ha accolto la ricostruzione della Procura di Castrovillari.
Donata Bergamini: «Niente era infondato»
«Non sono riuscita a tenere le lacrime, ed è praticamente uno sfogo di 37 anni dove la verità era evidente da subito». Così, all’uscita dal tribunale, Donata Bergamini sorella di Denis. «Tutto ciò che era stato portato in corte d’assise a Cosenza, sia da parte della procura di Castrovillari e dalla riapertura del procuratore Eugenio Facciolla, dai miei avvocati, in primis Fabio Anselmo, e successivamente i legali dei miei familiari, e quindi Alessandra Pisa e Silvia Galeone, non erano infondate, ma si trattavano di elementi certi, e questo finalmente è arrivato. In più, anche il mio pianto è sapere che entro luglio, finalmente, anche il secondo grado terminerà».
Anselmo: «Non è una truffa»
Ha parlato di «un giorno estremamente positivo» l’avvocato della famiglia Bergamini, Fabio Anselmo. «Adesso andiamo veramente alle cose che contano, e le cose che contano sono quelle che verranno dette alle prossime udienze della nostra convoluzione. La sentenza è quella e dovremmo misurarci con quella». «Sono state rigettate tutte le questioni preliminari della difesa, tutte le questioni di minorità, tutte le questioni, con provvedimento motivato, anche di supplementi istruttori ad un’indagine scientifica condotta dalla Corte d’Assise di Cosenza, che era più che completa e perfetta», ha spiegato ancora l’avvocato Anselmo. Poi il commento finale. «Questa non è fuffa, questo è un provvedimento della Corte d’Assiso d’Appello di Catanzaro. Non è fuffa». (f.v.)