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l’udienza a catanzaro

Processo Bergamini, rigettate tutte le eccezioni della difesa. La commozione di Donata. Il 9 luglio la sentenza

Respinte le contestazioni su giudici del dibattimento di primo grado, prove e testimoni. Il 26 maggio le discussioni di procura generale e parte civile

Pubblicato il: 27/01/2026 – 12:01
di Francesco Veltri
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Processo Bergamini, rigettate tutte le eccezioni della difesa. La commozione di Donata. Il 9 luglio la sentenza

CATANZARO Un’udienza rapida, ma dal grande peso specifico, come sottolineato dall’avvocato di parte civile Fabio Anselmo. A Catanzaro, nel secondo atto del processo d’appello per la morte di Denis Bergamini, la Corte d’Assise d’Appello ha scandito un passaggio chiave, lasciando intatti i punti essenziali del percorso tracciato in primo grado. Il presidente Piero Santese con Domenico Commodaro a latere, ha infatti rigettato in blocco tutte le richieste avanzate dalla difesa di Isabella Internò, condannata in primo grado a 16 anni per l’omicidio dell’ex calciatore del Cosenza, trovato senza vita a Roseto Capo Spulico il 18 novembre 1989. Alcune delle richieste, se accolte, avrebbero potuto determinare il rinnovo dell’istruttoria dibattimentale. Ma così non è stato.
In aula l’imputata non era presente. A rappresentarla il solo avvocato Angelo Pugliese, anche in sostituzione di Cataldo Intrieri. Per la parte civile erano presenti gli avvocati Fabio Anselmo e Silvia Galeone che ha anche sostituito Alessandra Pisa. Presenti anche il procuratore generale presso la Corte d’Appello, Maria Ausilia Ferraro e il procuratore di Castrovillari, Luca Primicerio.
Tra il pubblico, Donata Bergamini, sorella di Denis, e Gigi Simoni, ex portiere del Cosenza e grande amico del calciatore. La Corte ha respinto ogni eccezione sollevata dalla difesa.
Dalla richiesta di nullità del giudizio e della sentenza di primo grado – fondata sulla presunta incompatibilità di alcuni componenti della Corte d’Assise di Cosenza, legati da rapporti di parentela – fino alla contestazione del decreto di apertura delle indagini preliminari da parte della procura di Castrovillari. Rigettata anche la richiesta di dichiarare inutilizzabili le prime dichiarazioni rese da Isabella Internò nel 1989, così come quelle relative alla perizia sulle analisi immuno-istochimiche effettuate sul corpo di Denis Bergamini. Proprio sul fronte scientifico, la Corte ha confermato la piena validità dell’esame della glicoforina, ritenendolo affidabile e correttamente acquisito. Nessun accoglimento nemmeno per la richiesta di acquisire le valutazioni medico-legali del professor Ricci, né per la nuova escussione dei testimoni Tiziana Rota e Maurizio Lucchetti. Respinte anche le eccezioni sull’inutilizzabilità delle dichiarazioni di Rota e quelle relative a una presunta violazione dell’articolo 414 del codice di procedura penale. Non saranno ascoltati, inoltre, l’avvocato Gallerani, ex legale della famiglia Bergamini, né Maria Zerbini, madre di Denis. Il calendario ora è fissato. Il 26 maggio alle 10 sono previste le discussioni della Procura generale e della parte civile. L’11 giugno sarà la volta della difesa. Il 9 luglio, alle ore 10, eventuali repliche e la sentenza.

La soddisfazione di Anselmo e la commozione di Donata Bergamini

A fine udienza, la soddisfazione della parte civile è stata misurata ma evidente. «Ci siamo giocati tre quarti del processo – ha commentato a caldo l’avvocato Fabio Anselmo – Ha vinto la sentenza di primo grado ed è su quella che ora ci confronteremo». Parole che hanno trovato una risposta emotiva immediata: Donata Bergamini, ascoltata la decisione del presidente Santese, ha incrociato lo sguardo del suo avvocato con gli occhi lucidi, non riuscendo a trattenere le lacrime. «Non sono riuscita a trattenere le lacrime, è stato uno sfogo di 37 anni in cui la verità è sempre stata evidente». Così, all’uscita dal tribunale, la sorella di Denis Bergamini. «Tutto ciò che era stato portato in Corte d’Assise a Cosenza – ha aggiunto -sia da parte della procura di Castrovillari con il procuratore Primicerio e dalla riapertura del caso da parte del procuratore Eugenio Facciolla, dai miei avvocati, in primis Fabio Anselmo, e successivamente i legali dei miei familiari, e quindi Alessandra Pisa e Silvia Galeone, non era infondato, ma si trattava di elementi certi, e questo finalmente è stato accertato. Ho pianto perché ho pensato che entro luglio, finalmente, anche il secondo grado terminerà». Donata Bergamini ha ringraziato anche la città di Cosenza per la vicinanza che le ha mostrato in tutti questi anni».
Per Anselmo si tratta di «un giorno estremamente positivo». Adesso – ha sottolineato l’avvocato uscendo dall’aula – andiamo veramente alle cose che contano, e le cose che contano sono quelle che verranno dette nelle prossime udienze. Dovremo misurarci sulla sentenza di primo grado. Sono state rigettate tutte le questioni preliminari della difesa, tutte le questioni di nullità, rigettate tutte le questioni, con provvedimento motivato, anche sui supplementi istruttori a un’indagine scientifica condotta dalla Corte d’Assise di Cosenza, che era più che completa e perfetta», ha spiegato ancora Anselmo. Poi il commento finale: «Questa non è fuffa, questo è un provvedimento della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro». (f.veltri@corrierecal.it)

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