Processo Bergamini, rigettate tutte le eccezioni della difesa. La commozione di Donata. Il 9 luglio la sentenza
Respinte le contestazioni su giudici del dibattimento primo grado, prove e testimoni. Il 26 maggio le discussioni di procura generale e parte civile

CATANZARO Un’udienza rapida, ma dal grande peso specifico, come sottolineato dall’avvocato di parte civile Fabio Anselmo. A Catanzaro, nel secondo atto del processo d’appello per la morte di Denis Bergamini, la Corte ha scandito un passaggio chiave, lasciando intatti i punti essenziali del percorso tracciato in primo grado. La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, presieduta da Piero Santese con Domenico Commodaro a latere, ha infatti rigettato in blocco tutte le richieste avanzate dalla difesa di Isabella Internò, condannata in primo grado a 16 anni per l’omicidio dell’ex calciatore del Cosenza, trovato senza vita a Roseto Capo Spulico il 18 novembre 1989. Alcune delle richieste, se accolte, avrebbero potuto determinare il rinnovo dell’istruttoria dibattimentale.
In aula l’imputata non era presente. A rappresentarla il solo avvocato Angelo Pugliese, anche in sostituzione di Cataldo Intrieri. Per la parte civile erano presenti gli avvocati Fabio Anselmo e Silvia Galeone che ha anche sostituito Alessandra Pisa. Tra il pubblico, Donata Bergamini, sorella di Denis, e Gigi Simoni, ex portiere del Cosenza e grande amico del calciatore. La Corte ha respinto ogni eccezione sollevata dalla difesa.
Dalla richiesta di nullità del giudizio e della sentenza di primo grado – fondata sulla presunta incompatibilità di alcuni componenti della Corte d’Assise di Cosenza, legati da rapporti di parentela – fino alla contestazione del decreto di apertura delle indagini preliminari. Rigettata anche la richiesta di dichiarare inutilizzabili le prime dichiarazioni rese da Isabella Internò nel 1989, così come quelle relative alla perizia sulle analisi immuno-istochimiche effettuate sul corpo di Denis Bergamini. Proprio sul fronte scientifico, la Corte ha confermato la piena validità dell’esame della glicoforina, ritenendolo affidabile e correttamente acquisito. Nessun accoglimento nemmeno per la richiesta di acquisire le valutazioni medico-legali del professor Ricci, né per la nuova escussione dei testimoni Tiziana Rota e Maurizio Lucchetti. Respinte anche le eccezioni sull’inutilizzabilità delle dichiarazioni di Rota e quelle relative a una presunta violazione dell’articolo 414 del codice di procedura penale. Non saranno ascoltati, inoltre, l’avvocato Gallerani, ex legale della famiglia Bergamini, né Maria Zerbini, madre di Denis. Il calendario ora è fissato. Il 26 maggio alle 10 sono previste le discussioni della Procura generale e della parte civile. L’11 giugno sarà la volta della difesa. Il 9 luglio, alle ore 10, eventuali repliche e la sentenza.
La soddisfazione di Anselmo e la commozione di Donata Bergamini
A fine udienza, la soddisfazione della parte civile è stata misurata ma evidente. «Ci siamo giocati tre quarti del processo – ha commentato l’avvocato Fabio Anselmo –. Ha vinto la sentenza di primo grado ed è su quella che ora ci confronteremo». Parole che hanno trovato una risposta emotiva immediata: Donata Bergamini, ascoltata la decisione del presidente Santese, ha incrociato lo sguardo del suo avvocato con gli occhi lucidi, trattenendo a fatica le lacrime. (f.veltri@corrierecal.it)
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