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il flagello harry al sud

Polemica sui fondi, insorgono le opposizioni: «Spreco usarli per il Ponte»

Il paradosso: 99 milioni del Pnrr per il dissesto in Sicilia ma nessuno su Niscemi

Pubblicato il: 28/01/2026 – 23:20
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Polemica sui fondi, insorgono le opposizioni: «Spreco usarli per il Ponte»

ROMA I soldi per il Ponte di Messina vanno usati per il risanamento ambientale. Così come a questo scopo devono esser destinati i fondi pubblici bloccati dalla corte dei Conti e destinati sempre all’infrastruttura sullo stretto di Messina. L’opposizione, da Pd a Avs fino ai Cinquestelle, va all’attacco del governo definendo “uno spreco” finanziare il ponte quando invece tutto il denaro pubblico disponibile andrebbe destinato al dissesto idrogeologico e alla tutela del territorio. Ma per il ministro alla Protezione Civile, Nello Musumeci le chiacchiere stanno a zero: “Perché non usare i soldi del ponte di Messina? Non sono iscritto al partito del Benaltrismo. Il ponte è necessario, come le infrastrutture idriche” le sue parole al Corriere. “I soldi ci sono stati in passato, ma sono stati destinati altrove”, ha aggiunto ribadendo che “il governo Meloni farà la propria parte fino all’ultimo”.
La discussione sul ponte di Messina, progetto rilanciato dall’attuale ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, tiene banco da oltre un ventennio. Ma dopo i danni a Niscemi l’opposizione sposta la discussione su un piano concreto: “In Sicilia ho trovato una situazione drammatica, a Niscemi ci sono 1.500 persone fuori dalle loro case”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein. “C’è un miliardo di euro messo sul progetto del Ponte che non potrà essere usato per il blocco della Corte dei Conti, venga spostato immediatamente per dare sostegno a questi territori”, la proposta. A rilanciare è anche uno dei leader di Avs: “Spero che, dopo il giro di oggi in Sicilia, la presidente Meloni abbia compreso come la posizione assunta sino ad oggi dalla destra e dal suo governo contro le politiche sul clima e a favore del ponte rappresenti un grave danno per l’Italia”.
Ed è anche l’Assemblea regionale siciliana, approvando un odg di Sud Chiama Nord, a chiedere di dirottare i fondi previsti per il ponte verso gli interventi di ricostruzione per i danni del maltempo causato dal ciclone Harry. L’ordine del giorno impegna il governo regionale a destinare in particolare gli 1,3 miliardi di euro previsti come cofinanziamento regionale del Ponte sullo Stretto a un programma straordinario di ricostruzione, risanamento ambientale, messa in sicurezza del territorio e ripristino delle infrastrutture pubbliche e private” e a “impegnare il Governo nazionale a utilizzare per le stesse finalità anche le risorse Fsc sottratte alla Calabria (300 milioni di euro) e quelle sottratte alla gestione governativa (3,88 miliardi di euro)“.
A smuovere ulteriormente le acque è il presidente pentastellato Giuseppe Conte: “Di fronte a certi drammi le parole non bastano più. Servono i fatti”, ha scritto su Fb, annunciando: “Abbiamo stanziato un milione di euro tagliandoci gli stipendi di noi eletti, e ora li mettiamo in votazione”. “Ma la parte del leone la deve fare il governo. I soldi ci sono e si possono prendere da quel progetto faraonico del Ponte che ha fallito”, ha ribadito Conte. Mentre i partiti di opposizione si muovono, emergono ulteriori dati su ciò che si poteva fare ma non è stato fatto: nessuno dei 46 progetti per il contrasto al dissesto idrogeologico in Sicilia finanziati col Pnrr riguarda la frana di Niscemi. In tutto sono stati stanziati 99,3 milioni di euro, ma nessuno in questi anni ha chiesto l’inserimento di Niscemi nei progetti da finanziare. (Ansa)

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