Regione Calabria, l’autonomia differenziata e «il rischio evidente» in assenza di garanzie
Nei documenti di programmazione della Giunta per il triennio 2026-2028 la conferma delle perplessità verso un progetto attuato senza Lep e perequazione

CATANZARO «L’avanzamento del processo solleva preoccupazioni rilevanti soprattutto per le regioni con minore capacità fiscale, in particolare quelle meridionali». Nei suoi documenti di programmazione per il triennio 2026-2028, la Giunta regionale torna a ribadire le proprie perplessità sul progetto di autonomia differenziata in via di definizione da parte del governo sotto la forte “spinta” della Lega. Perplessità già più volte evidenziate dallo stesso presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e confluite nell’ultimo Defr approvato in Consiglio regionale. «ll problema – osserva la Giunta – non è l’autonomia in sé, ma la sua attuazione in assenza di Lep finanziati e di una perequazione effettiva. Senza queste garanzie: le differenze tra territori forti e deboli rischiano di ampliarsi; i servizi minimi essenziali potrebbero non essere assicurati ovunque; l’Italia rischierebbe di trasformarsi in un sistema “a velocità diverse”. L’incompiutezza del federalismo fiscale accentua tali timori: spesa storica, perequazione ancora parziale e incapacità di misurare adeguatamente i fabbisogni rendono il quadro fragile e vulnerabile».

I Lep
Nel Defr la Giunta specifica nel dettaglio la voce Lep, i Livelli Essenziali delle Prestazioni, «il fulcro tanto del federalismo fiscale quanto dell’autonomia differenziata. Essi: definiscono la soglia minima dei diritti civili e sociali da garantire a tutti i cittadini; costituiscono la base per il calcolo del fabbisogno standard; determinano gli obblighi finanziari a carico dello Stato». Ma si rimarca il fatto che «l’esperienza dei Lea sanitari dimostra, però, che la definizione tecnica degli standard non basta senza: risorse adeguate e stabili, monitoraggio rigoroso, capacità amministrativa delle Regioni, poteri sostitutivi efficaci da parte dello Stato. Il rischio politico – sottolinea la Giunta Occhiuto – è evidente: avviare autonomia avanzata per alcune Regioni senza avere prima garantito Lep pienamente finanziati significherebbe ampliare i divari esistenti». La Giunta poi ricorda: «Nonostante le criticità, il processo ha subito un’accelerazione. Il 19 maggio 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge-delega per la definizione dei Lep. Il 18 e 19 novembre 2025, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli ha firmato quattro pre-intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Si tratta di protocolli politici – privi di effetti giuridici vincolanti – che definiscono gli obiettivi e il perimetro entro cui si svilupperanno le future trattative».
La sfida
Le pre-intese non hanno effetti vincolanti ma intanto denotano un «avanzamento del processo» che «solleva preoccupazioni rilevanti per le Regioni più fragili. Da qui dunque – conclude la Giunta regionale – una “sfida” di equilibrio”: «In definitiva, mentre alcune Regioni spingono per una rapida acquisizione di poteri, altre chiedono garanzie preliminari – risorse certe, monitoraggio continuo, perequazione efficace – per evitare che l’autonomia diventi un fattore di disuguaglianza. La sfida è conciliare l’esigenza di autonomia con quella di coesione territoriale, affinché il rafforzamento delle autonomie regionali non si traduca in un indebolimento dell’unità economica e sociale del Paese». (a. c.)
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