Unical, ecco Carrozza e Profumo nel Cda. Greco: «Una guida per la mia giovane squadra»
Il rettore ha accolto gli ex ministri nella seduta del Consiglio di amministrazione. «Questa università dimostra che il riscatto dal sud passa anche dalla Calabria»

RENDE Una seduta del consiglio di amministrazione con l’esordio di due ex ministri al tavolo: oggi pomeriggio all’Unical era presenti Maria Chiara Carrozza e Francesco Profumo. Per loro il saluto che va oltre il protocollo formale e istituzionale del rettore Gianluigi Greco, che non nasconde la soddisfazione: «Oggi è un momento davvero molto importante per l’Università della Calabria – commenta –. Inauguriamo una nuova stagione, un nuovo Cda, e lo inauguriamo con delle persone e dei profili di altissimo livello. È importante la loro presenza perché hanno una voglia concreta e attiva di dare una mano a questo ateneo a crescere, e noi come ateneo abbiamo bisogno di questa esperienza. Io – aggiunge il rettore – ho costruito una squadra molto giovane, una squadra che ha tanta passione, ha tanto entusiasmo, ma ha anche bisogno di essere guidata per puntare veramente dietro a guardie estremamente ambiziosi».
Sulla fuga dei cervelli, Greco crede «che lavorando tutti assieme si possano creare delle condizioni. L’Università della Calabria deve fare la sua parte, sta facendo la sua parte la Regione, stanno facendo la propria parte ciascuno degli attori istituzionali. È un momento importante è bello per il nostro territorio, dobbiamo cercare di valorizzarlo e anche di infondere ai nostri giovani fiducia ed entusiasmo. E qui in Calabria si può davvero fare. La presenza di due ex ministri all’interno del nostro Cda è la dimostrazione più chiara e più evidente che possiamo essere attrattivi e possiamo davvero giocare le nostre carte su un terreno nazionale e internazionale», conclude il rettore Greco.
Per Carrozza «l’università della Calabria si sta apprestando a una nuova era, quella della medicina, del policlinico, dell’ospedale, e ci sono tanti progetti in essere, oggi cominciamo a scoprirli, un po’ ne abbiamo già parlato con il rettore e abbiamo un po’ affrontato il futuro dell’università. Ovviamente c’è un passato che è già molto prestigioso, questa università è già un simbolo per quello che è riuscita a fare, non solo per il contesto in cui si trova il campus ma anche per la sua storia, la qualità degli studenti, la qualità della ricerca che è emersa negli anni, che io ho conosciuto in varie vesti, da ultimo al Cnr. Penso che i tanti progetti in corso porteranno ancora più in alto questa università». Carrozza si dice poi «emozionata, contenta, orgogliosa di far parte del Cda, dove spero di dare tutto il contributo possibile, con la mia esperienza e le mie competenze, per riuscire davvero a contribuire e rafforzare questo orgoglio della Calabria e dell’Italia».

«Io credo che ci siano tutti gli elementi perché questa università diventi ancora di più motore di sviluppo per questa parte dell’Italia – le fa eco Profumo –. Io conosco abbastanza bene il Sud e in questi ultimi anni ho trovato un Sud diverso, un Sud capace, e alla base quasi sempre c’è l’università. La vostra capacità di generare innovazione, di generare brevetti, di formare persone, credo che ormai sia acclarato e il fatto che NTT Data abbia deciso di spostare il suo centro di ricerca dalla Germania a qui ha un significato, secondo me, fortissimo. Se lo ha fatto è perché qua c’erano degli ottimi laureati, c’erano delle ottime ricerche. Quindi da questo punto di vista l’idea di Andreatta di fare un’università campus che potesse essere anche un hub per il Mediterraneo mi sembra che si stia realizzando e che, indubbiamente, darà uno sviluppo a questa parte del paese di cui noi abbiamo bisogno. Ci sono tutte le condizioni».
Il rientro dei cervelli
A proposito di fuga dei cervelli, l’ingegnere ed ex ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca crede «che ci sia un po’ di inversione di tendenza. Indubbiamente ci sono ancora tanti nostri laureati all’estero perché sono bravi e apprezzati essendo di qualità, la nostra è una scuola formativa più che informativa. Di certo il Paese ha tutte le sue difficoltà, però mi sembra anche che ci sia una fase in cui molti decidono di andare ma poi tornano. E questo credo che sia un valore aggiunto perché se tornano con le loro capacità e con le loro esperienze anche di altri Paesi, soprattutto in questa parte dell’Italia, è un contributo in positivo, è un contributo di crescita. È per questo che io non sono così pessimista da questo punto di vista, anzi, mi capita abbastanza spesso di venire in questa parte dell’Italia e di trovare delle realtà che anche solo qualche anno prima non c’erano: penso alla Puglia e alla Campania, ma senza dubbio la Calabria in questo momento è molto interessante. Entopan è una realtà ormai consolidata, l’Unical è la migliore delle piccole università del nostro paese, di questo dovete essere orgogliosi, sono piacevolmente sorpreso di quello che sta succedendo».
Profumo ha poi parlato del suo metodo: alla sua base «c’è il pensiero lungo», ovvero «fare un progetto che abbia una strategia alla base, ma che nello stesso tempo, nella fase di attuazione, abbia tutti quegli elementi che consentano di fare una valutazione dell’impatto delle azioni che si sono messe in atto. Le università da questo punto di vista sono molto cresciute, anche sulla base della legge sull’autonomia, e oggi abbiamo un sistema universitario di buona qualità. Non entriamo nel primo livello dei ranking internazionali perché abbiamo alcune debolezze, ad esempio nel numero dei premi Nobel, però se andiamo a vedere nella sostanza, le nostre università sono università di qualità, i nostri laureati e i nostri stessi studenti quando vanno in Erasmus in altri paesi sono molto apprezzati proprio per la solidità della formazione, che è una formazione più di tipo formativo che di tipo sperimentativo. Il Paese ha bisogno di questo e questa università è la dimostrazione che si può fare».
Il dg dell’ateneo, Candeloro Bellantone, presente anche durante il breve saluto in rettorato, «dopo 40 anni Statale Milano, Bicocca, Catania e Parma» si dice «onorato e orgoglioso di tornare nella mia terra nativa per mettere l’esperienza maturata fuori regione al servizio degli ambiziosi piani di sviluppo strategico che la governance di questa università sta governando. Cercherò di attuare al meglio la politica che la governance si aspetta per il bene della Calabria. L’Unical non ha nulla di inespresso, ha già espresso al meglio, può sperimentare e fare cose nuove: le sfide ci sono, a partire dallo sviluppo di medicina e chirurgia, ma l’Università della Calabria ha tante potenzialità in crescendo: è un capitale che rende al meglio e che faremo rendere ancora di più». (euf)
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