Contrasto alla ‘ndrangheta a Reggio Calabria, Borrelli: «Ottenuti risultati importanti nonostante le difficoltà»
Il bilancio del procuratore della Repubblica: «La riforma non risolve i problemi della giustizia»

REGGIO CALABRIA «Il bilancio dell’attività giudiziaria di Reggio Calabria è di livello molto importante date le condizioni, non eccezionali per disponibilità di risorse, in cui si trovano a operare gli apparati. Eppure sono stati prodotti risultati importantissimi nell’attività di contrasto alle mafie, e alla ‘ndrangheta in particolare, con la capacità di porsi come riferimento internazionale del contrasto al narcotraffico, riconosciuto da autorità giudiziarie in Italia e nel mondo». È il bilancio del procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Per il procuratore «il futuro sta nell’incrementare questi risultati, razionalizzare le risorse, portando le proprie idee e il proprio bagaglio di esperienze. Da ciò che apprendo a fine 2027 dovrebbe essere consegnato il nuovo palazzo di giustizia, questo è importante».
«La riforma non risolve i problemi della giustizia»
Spazio, poi, al tema della tanto discussa riforma della giustizia. «Sono contrario anche se è in corso una discussione con vari punti di vista rispettabili, ma non risolve nessuno dei problemi della giustizia. Non risolve il principale problema: la lunghezza dei tempi del processo». «Se un processo dura 12 anni – ha proseguito Borrelli – segna indelebilmente un’intera esistenza. Abbiamo sempre stabilito un collegamento tra i tempi del processo e le risorse disponibili. Negli ultimi anni ne abbiamo avuto una dimostrazione: gli stanziamenti fatti per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr hanno determinato un crollo verticale delle pendenze, nel civile e nel penale. Tra sei mesi una parte di queste risorse verranno sottratte. Trovo che sia una cosa inconcepibile che un Paese non investa sul diritto dei cittadini a un processo giusto e rapido». «Mi pare strano – ha rimarcato ancora Borrelli – che i fautori del pensiero liberale, dove il liberalismo è fondato anche sul bilanciamento dei poteri, non si rendano conto dell’incidenza che ha su questo un organo di autogoverno che viene estratto a sorte», ma «bisogna pensare a quanto potrebbe incidere, sulla forza del potere legislativo, un Parlamento estratto a sorte tra tutti i cittadini». Infine per il procuratore di Reggio Calabria «la riforma incide, indirettamente e profondamente, sull’indipendenza dell’intero potere giudiziario e sulla capacità di bilanciare gli altri poteri dello Stato com’è normale che avvenga in una democrazia liberale». (redazione@corrierecal.it)
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