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Scontri a Montecitorio, la Lega e Vannacci «il problema di Meloni»

Dopo lo stop dell’iniziativa “Remigrazione” è tempo di analisi

Pubblicato il: 31/01/2026 – 11:51
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Scontri a Montecitorio, la Lega e Vannacci «il problema di Meloni»

Un clima di «forte tensione ha segnato la giornata a Montecitorio, dove il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha fermato una conferenza promossa da esponenti della Lega e riconducibile a CasaPound». A raccontare nel dettaglio quanto accaduto è Carmelo Caruso sul Foglio, in un articolo che descrive una Camera trasformata in teatro di urla, proteste e scontri politici, con cori partigiani, accuse incrociate e un duro confronto tra maggioranza e opposizione.

Al centro della vicenda l’ormai nota iniziativa intitolata “Remigrazione”, sponsorizzata dal deputato lametino e leghista Domenico Furgiuele e collegata all’area dell’estrema destra. L’evento ha scatenato la reazione immediata di deputati di Pd, M5s e Alleanza Verdi-Sinistra, che hanno impedito l’accesso alla sala e dato vita a una protesta culminata nel canto di “Bella ciao” e “Fischia il vento” (NE ABBIAMO SCRITTO QUI). Ai giornalisti è stato vietato l’ingresso per presunti limiti di capienza, mentre i commessi della Camera si sono trovati a gestire una situazione definita fuori controllo.
Secondo il racconto del Foglio, la figura chiave dell’intera operazione sarebbe però il generale Roberto Vannacci, indicato come il vero regista politico dell’iniziativa, nonostante la sua assenza.
Sarebbe stato lo stesso Furgiuele a confermare di aver ricevuto un incoraggiamento diretto da Vannacci – scrive ancora Caruso sul Foglio – mentre da Matteo Salvini «non sarebbe arrivato alcun contatto immediato. Proprio Salvini, tuttavia, ha diffuso una nota in cui ha parlato di “libertà di parola”, prendendo le distanze dallo stop imposto alla conferenza».
La vicenda ha messo in luce le profonde fratture all’interno della Lega e ha creato imbarazzo anche in Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni, osserva Caruso, avrebbe considerato l’episodio come un problema interno al Carroccio, ma allo stesso tempo come un segnale politico da non sottovalutare perché «Vannacci emerge come un fattore di destabilizzazione, capace di accentuare le divisioni nella maggioranza e di logorare i rapporti tra alleati». Gli esponenti leghisti vicini a Vannacci hanno annunciato l’intenzione di ripresentare la richiesta per l’uso della sala nei prossimi giorni, lasciando intendere che lo scontro politico è destinato a proseguire.

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