Rende, Principe traccia la rotta: «Non possiamo perdere il treno dell’informatica e intelligenza artificiale»
Al Cinema Garden il indaco ha posto l’accento su lavoro, sanità, servizi e Unical per trattenere i giovani in città e stare accanto ad anziani e disabili

RENDE Un dialogo diretto con la città, davanti a una platea gremita al Cinema Garden. È questo il senso della conferenza annuale del sindaco Sandro Principe, intitolata “La Città dell’Innovazione e della Solidarietà – Per dare un futuro ai giovani senza lasciare nessuno indietro”, in corso in queste ore a Rende. «Questo è un dialogo con la città per far capire le nostre intenzioni», ha esordito il sindaco, sottolineando come il titolo dell’incontro «non sia né banale né retorico», ma imposto «dall’attualità storica» e dalle sfide che attendono il territorio. Una riflessione che parte dall’analisi demografica: «Viviamo un inverno demografico – ha spiegato – con una popolazione sempre più anziana. L’Italia è capofila di questo aspetto negativo e il Mezzogiorno, in particolare la Calabria, oggi si trovano con un grave segno meno».
Principe ha rivendicato la necessità di una città capace di prendersi cura dei più fragili: «Gli anziani hanno il diritto di vivere serenamente e di non sentirsi soli, così come le persone con disabilità devono sentirsi accolte e rispettate, non emarginate». Ma al centro del discorso restano i giovani, sempre meno numerosi e spesso costretti ad andare via: «Li cresciamo con sacrifici e poi, a 18 anni o dopo la laurea, lasciano i nostri territori, aggravando lo spopolamento. Oggi accade anche che, quando un giovane si trasferisce al Nord, venga seguito dai genitori pensionati. È un fenomeno di grande sofferenza».
Guardando alla storia del Mezzogiorno, il sindaco ha ricordato come il Sud abbia spesso perso occasioni decisive: «Non abbiamo vissuto l’era dei Comuni, né il Rinascimento, abbiamo partecipato poco al Risorgimento e non abbiamo avuto la rivoluzione industriale. Abbiamo perso molti treni». Ma oggi, secondo Principe, «ne passa uno essenziale»: quello della conoscenza e della tecnologia. «La Calabria è diventata una delle capitali dell’informatica e dell’intelligenza artificiale grazie all’Università della Calabria. Questa terra ha investito in tempi non sospetti, penso al Crai, e oggi esprime figure di primo piano come il rettore Gianluigi Greco».
Da qui la visione di Rende come città capace di tenere insieme crescita e inclusione. «Dobbiamo essere sempre di più la città della solidarietà, ma allo stesso tempo consolidare la città dell’innovazione. Possiamo trattenere i giovani solo se offriamo lavoro, servizi e qualità della vita». «Dobbiamo approfittare di questo ultimo treno che passa. Dobbiamo attirare sul territorio aziende informatiche che diano un lavoro ai nostri giovani per evitare che vadano via. Dobbiamo fare di più, preparare la città ad accogliere iniziative di questo tipo. Dobbiamo puntare fortemente su una industrializzazione innovativa e la nostra città deve organizzarsi per essere pronta a mettere in campo questo modello». Un obiettivo che passa dall’attrazione di imprese, da una «industrializzazione innovativa» e da una zona produttiva «accogliente, pulita e con servizi per i lavoratori».
Nel suo intervento, Principe ha poi richiamato gli investimenti su ambiente e spazi pubblici. «Stiamo investendo risorse importanti, come nel Parco Robinson», ha detto ringraziando i lavoratori della Multiservizi, e ricordando la nomina dei garanti del verde «per valorizzare ciò che c’è e realizzare nuovi parchi».
Ampio spazio anche ai temi della salute e delle infrastrutture. «Penso alla Casa della Comunità e alla medicina del futuro. Rende, con la facoltà di Medicina e grazie al lavoro condiviso con la Regione, è stata scelta per ospitare l’ospedale Hub». Sul fronte della mobilità, il sindaco ha parlato di un progetto che collegherà viale Principe Bis con l’Università, il policlinico e la stazione di Santa Maria di Settimo, destinata a diventare «un polo attrattivo per l’area urbana».
Infine, uno sguardo all’energia e alle sfide globali: «Una città che vuole essere solidale e innovativa deve porsi il problema dell’energia. Non possiamo perdere il treno dell’intelligenza artificiale e dobbiamo investire sulle comunità energetiche. A Rende ci sono gli strumenti per farlo e siamo già in marcia. Non abbiamo bisogna di una crescita quantitativa, ma qualitativa». (redazione@corrierecal.it)
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