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inchiesta “110 e lode”

I presunti esami “truccati” all’Unical, pioggia di assoluzioni in Appello – I NOMI

Lo scandalo travolse la comunità accademica. Un lungo processo che arriva adesso alla fine del secondo grado di giudizio

Pubblicato il: 02/02/2026 – 16:21
di Fabio Benincasa
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I presunti esami “truccati” all’Unical, pioggia di assoluzioni in Appello – I NOMI

COSENZA La Corte d’Appello di Catanzaro (presidente Giancarlo Bianchi, a latere giudici Assunta Maiore e Carmela Tedesco) ha pronunciato la sentenza nei confronti degli imputati chiamati a rispondere delle accuse mosse a seguito dell’inchiesta condotta dalla procura di Cosenza e denominata “110 e lode”. Quello dei “falsi esami all’Unical”, fu uno scandalo che travolse non soltanto la comunità accademica ma l’intero sistema di registrazione degli esami. L’impianto accusatorio si basava sull’accesso irregolare al sistema informatico attraverso il quale sarebbero stati caricati gli esami universitari dando accesso anche a chi non aveva sostenuto l’esame. Alcuni sarebbero risultati idonei e ottenere oltre al voto anche i crediti dell’insegnamento. Per l’accusa si trattava di una prassi consolidata. Un lungo processo che arriva adesso alla fine del secondo grado di giudizio.

La sentenza

La Corte d’appello ha assolto: Crudo Francesco, Biamonte Maria, Mascaro Giuseppe, Amisano Valeria, Lucà Rocco, Segreto Francesco, Lentini Emanuela, Ammirato Alfredo, Arena Maria Grazia, Nigro Emilio, Greco Amedeo, Sorrenti Domenico, Crescente Giuseppe, Arena Massimiliano, Pitrelli Maria Grazia,

Dichiarato il non doversi procedere nei confronti di: Palmer Cristian, Loisi Emanuele, Leone Francesco, Magarò Angela, Trieste Fabrizio, Marino Teresa, Abate Vincenzo e li assolve perché il fatto non sussiste in relazione ad alcuni dei reati commessi. Confermata nel resto la sentenza di primo grado.

Conferma la sentenza emessa nei confronti di Paola Zucco. Gli imputati Abate Vincenzo, Leone Francesco, Loisi Emanuele, Palmer Cristian, Trieste Fabrizio, Zucco Paola, Marino Teresa e Magarò Angela sono stati condannati al pagamento delle spese processuali sostenute dalle parti civili. (redazione@corrierecal.it)

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