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Lamezia, l’indagine sulla morte del brigadiere Mastroianni: Procura e famiglia cercano la verità

Eseguita oggi l’autopsia e gli esami tossicologici, domani i funerali. Gli avvocati: «Finora diffuse solo notizie false»

Pubblicato il: 03/02/2026 – 21:03
di Giorgio Curcio
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Lamezia, l’indagine sulla morte del brigadiere Mastroianni: Procura e famiglia cercano la verità

LAMEZIA TERME Resta una verità da accertare la morte di Battista Mastroianni, brigadiere dei Carabinieri di 38 anni, che sabato mattina si è tolto la vita a Lamezia Terme, nei pressi del cimitero di Sambiase. Un dramma sul quale la Procura di Lamezia Terme, insieme alla famiglia, sta cercando risposte.

Eseguita l’autopsia

Un quadro complesso che potrà essere chiarito solo dalle indagini, attualmente coperte dal più stretto riserbo. In serata è stata eseguita l’autopsia sul corpo del carabiniere, analisi tossicologiche e prova dello stub compresi. Gli inquirenti, insieme ai consulenti nominati dai legali della famiglia – gli avvocati Ilario Circosta e Giuseppe Calderazzo – stanno cercando di fare luce su un episodio che ha lasciato sgomente le comunità di Lamezia Terme e di Acquafredda, il centro in cui il 38enne era molto stimato e dove si terranno i funerali, nella chiesa della Madonna del Miracolo.

Obiettivo verità

Il brigadiere Mastroianni prestava servizio presso il Comando dei Carabinieri di Bovalino, dove era stato trasferito da alcuni mesi da Caulonia dopo una procedura di incompatibilità ambientale. Come sottolineato più volte dall’avvocato Giuseppe Calderazzo, «Battista era amato e ben voluto da tutti». L’obiettivo ora è fare piena chiarezza su quanto accaduto, alcune ricostruzioni circolate nei giorni scorsi sono state definite «assolutamente false».

«Non bisogna distruggere la vita delle persone»

Sulle indagini della Procura di Lamezia Terme vige il massimo riserbo e, allo stato, l’unico riferimento resta il comunicato diffuso dai Carabinieri nel pomeriggio di domenica. Secondo quanto riferito, nella notte del 31 gennaio il 38enne sarebbe stato fermato da una pattuglia della Compagnia di Lamezia Terme «nei pressi della propria autovettura in un’area periferica del centro cittadino» e invitato a seguire i militari in caserma con il proprio mezzo per chiarire «i motivi della sua presenza in quel determinato luogo». Durante il tragitto, lungo via delle Terme, Mastroianni si sarebbe accostato con l’auto e avrebbe compiuto l’insano gesto utilizzando la pistola d’ordinanza. «Io e il mio collega – ha spiegato il legale – abbiamo chiesto alla Procura di mantenere, per quanto possibile, questa linea di riserbo, perché non bisogna distruggere la vita delle persone senza sapere cosa sia realmente accaduto». (g.curcio@corrierecal.it)

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