Borrelli: «Il nuovo Palazzo di Giustizia cambierà il modo di amministrare giustizia»
Spazi inadeguati e carenze strutturali pesano sull’attività giudiziaria. I lavori procedono spediti, consegna prevista a fine 2027

REGGIO CALABRIA Il nuovo Palazzo di Giustizia è un’opera necessaria per garantire un’amministrazione della giustizia più efficiente e adeguata alle esigenze del territorio. Lo ha ribadito Giuseppe Borrelli, procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario. Secondo il procuratore, la carenza di spazi e l’inadeguatezza delle strutture attuali incidono direttamente sul lavoro quotidiano degli uffici giudiziari, sull’organizzazione delle attività e sulla qualità del servizio reso ai cittadini. Un nuovo Palazzo di Giustizia, moderno e funzionale, rappresenta quindi uno strumento essenziale per migliorare l’efficienza complessiva del sistema giudiziario. In questo contesto, Borrelli ha indicato nel 2027 l’anno in cui l’opera dovrebbe essere consegnata. «Da quello che apprendo, a fine 2027 dovrebbe essere consegnato il nuovo Palazzo di Giustizia», ha spiegato il procuratore, sottolineando come si tratti di «una cosa importante, che ha riflessi immediati sul modo di amministrare giustizia, anche se a prima vista le due cose possono sembrare scollegate».
Lo stato dei lavori e gli obiettivi
Sul fronte dei lavori, l’assessore comunale Carmelo Romeo, raggiunto dal Corriere della Calabria, ha fatto il punto dopo un sopralluogo nel cantiere insieme all’unità tecnico-amministrativa della Presidenza del Consiglio dei ministri. «Resterà ancora circa un anno di lavori, – ha detto Romeo – con l’obiettivo di arrivare al completamento dell’intervento in coincidenza con l’inizio di un nuovo anno giudiziario, così da procedere all’inaugurazione del nuovo Palazzo». Durante il sopralluogo, Romeo ha ricevuto un aggiornamento dettagliato dai responsabili dell’intervento. «C’erano l’ingegnere Fuscoli e l’ingegnere Pasquariello, che sono i due responsabili – ha spiegato – e mi hanno illustrato l’andamento dei lavori fino ad oggi, spiegandomi tutto quello che è stato fatto». Tra gli interventi già completati figurano opere strutturali rilevanti. «È stata ultimata l’impermeabilizzazione del tetto, così come la parte relativa alla pavimentazione. Inoltre è stato realizzato un intero corpo dell’edificio, il cosiddetto corpo H, che è una struttura separata rispetto al resto del palazzo». Il cantiere è ora pronto a entrare in una fase particolarmente visibile. «Sta iniziando la sostituzione di una buona parte degli infissi, che non erano più in buone condizioni e devono essere sostituiti, e soprattutto la realizzazione della copertura bioclimatica», ha aggiunto l’assessore. «È una copertura molto impattante: guardando il rendering del progetto si vede chiaramente la grande struttura centrale. Si tratta del tetto di quella parte dell’edificio, che verrà realizzato a partire tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo». Romeo ha evidenziato un’accelerazione nelle ultime settimane. «Già questo intervento sarà molto visibile. I lavori stanno procedendo abbastanza velocemente». A favorire il cambio di passo anche il potenziamento delle attrezzature: «Nelle settimane precedenti è stata montata una nuova gru, quella rossa, mentre dall’altro lato è operativa una gru di grandi dimensioni per lo spostamento dei materiali, proprio per andare più veloci». L’assessore ha infine rivendicato la scelta compiuta dall’amministrazione comunale nel 2021, in una fase delicata della vicenda. «All’epoca molti suggerivano di attendere la definizione del contenzioso con la vecchia ditta, la Passarelli. Noi invece abbiamo deciso di individuare un ente terzo, il Ministero della Giustizia, per riappaltare l’opera senza attendere la definizione del contenzioso, che tra l’altro è ancora fermo al Tribunale delle Imprese di Catanzaro». Un percorso che ha trovato un passaggio decisivo nel 2022, quando la ministra della Giustizia Marta Cartabia arrivò a Reggio Calabria proprio in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, firmando il protocollo con il Comune che ha sancito la ripresa dei lavori del nuovo Palazzo di Giustizia che porterà il nome del giudice Antonino Scopelliti.
La storia del Palazzo di Giustizia
Un progetto ambizioso, rimasto fermo per troppi anni, che oggi, grazie a un rifinanziamento di 60 milioni di euro e a un cronoprogramma preciso, punta a essere completato nel 2027 entro i trentasei mesi di lavori. La storia dell’opera è lunga e complessa: il progetto risale al 1998, a seguito di un concorso di progettazione vinto da Manfredo Nicoletti e altri progettisti, che presentarono un edificio moderno, funzionale e architettonicamente rilevante. La posa della prima pietra avvenne nel 2004, seguita dall’appalto alla ditta Bentini, poi fallita, con il successivo affidamento a un’altra impresa e un nuovo fermo dei lavori nel 2012 e ancora nel 2018. La svolta definitiva è arrivata a fine 2023, con la presentazione del progetto esecutivo presso la Corte di Appello di Reggio Calabria, alla presenza del viceministro della Giustizia Sisto, e la sottoscrizione dell’atto di cessione dei diritti reali dal Comune allo Stato per 99 anni, a titolo gratuito. Contestualmente, il Ministero della Giustizia ha preso in consegna dall’Agenzia del Demanio l’intero compendio, per realizzare e completare tutte le opere necessarie all’ultimazione della struttura. (redazione@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato