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il processo

Omicidio di Cristina Mazzotti, due condanne all’ergastolo

L’avvocato Repici: «Una pagina di grande dignità della giurisdizione»

Pubblicato il: 04/02/2026 – 15:45
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Omicidio di Cristina Mazzotti, due condanne all’ergastolo

La Corte d’assise del tribunale di Como ha condannato all’ergastolo Giuseppe Calabrò, 74 anni originario di San Luca (Reggio Calabria) e Demetrio Latella, 71 anni, detto “Luciano”, anche lui originario di Reggio ma residente in provincia di Novara, per il concorso nell’omicidio volontario aggravato di Cristina Mazzotti, sequestrata a Eupilio (Como) il 30 giugno del 1975 e ritrovata morta il primo settembre successivo a Galliate (Novara). Ha assolto i due imputati dal reato di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione in quanto il reato è da ritenersi estinto per intervenuta prescrizione. Assolto per non avere commesso il fatto il terzo imputato, Antonio Talia, 73 anni di Africo. Calabrò e Latella sono stati condannati anche al pagamento di una provvisionale di 600mila euro a favore di ciascuno dei due fratelli di Cristina, Vittorio e Marina Mazzotti. La Corte d’Assise di Como ha stabilito una provvisionale di 600mila euro che Giuseppe Calabrò e Demetrio Latella dovranno versare in solido tra loro a ciascuno delle due parti civili, Marina Mazzotti e Vittorio Mazzotti, sorella e fratello di Teresa per il cui omicidio sono stati condannati all’ergastolo. «La sentenza della Corte di Assise di Como è una pagina di grande dignità della giurisdizione. Rende omaggio alla memoria di Cristina Mazzotti e al dolore dei congiunti. E finalmente segna il crollo dell’impunità di Demetrio Latella e soprattutto di Giuseppe Calabrò, capo indiscusso della ‘ndrangheta in Lombardia». È il commento dell’avvocato Fabio Repici, legale dei familiari di Teresa Mazzotti, dal cui impulso sono ripartite le indagini che hanno portato alle due condanne all’ergastolo per l’omicidio della ragazza di 18 anni.

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