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Smantellata una rete di spaccio che operava nel Catanzarese durante il lockdown: 7 indagati

Accertati oltre 250 episodi tra il 2020 e il 2021 nel Reventino e anche fuori regione. Avrebbero utilizzato un linguaggio criptico e una modalità “itinerante”

Pubblicato il: 04/02/2026 – 9:53
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Smantellata una rete di spaccio che operava nel Catanzarese durante il lockdown: 7 indagati

CATANZARO I Carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli stamattina hanno dato esecuzione agli atti conclusivi di una vasta e articolata attività investigativa denominata “Reventino in Lockdown”, coordinata e diretta dal Procuratore Capo facente funzioni di Lamezia Terme, Vincenzo Quaranta. L’attività investigativa protrattasi tra il settembre 2020 e il marzo 2021, sviluppata anche al di fuori dei confini regionali, si è avvalsa di articolati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché di attività tecniche di intercettazione, che hanno consentito di riscontrare e documentare un’intensa e strutturata attività di spaccio di sostanze stupefacenti, posta in essere da più soggetti operanti in forma coordinata. All’esito dell’attività, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e la contestuale informazione di garanzia a 7 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Accertati oltre 250 episodi di spaccio

Nel corso delle investigazioni sono stati accertati oltre 250 episodi di spaccio, aventi ad oggetto sostanze stupefacenti di diverso tipo, tra cui marijuana, eroina e cocaina, distribuite in maniera sistematica e continuativa ad assuntori per lo più residenti nell’area montana compresa tra il Reventino e la Sila Piccola. Nonostante l’adozione, da parte degli indagati, di un linguaggio criptico e preventivamente concordato, volto ad eludere eventuali controlli, le attività tecniche di intercettazione hanno permesso di ricostruire in maniera puntuale le fasi organizzative dell’approvvigionamento della sostanza stupefacente, nonché le successive modalità di cessione agli assuntori, consentendo di individuare ruoli, responsabilità e condotte specifiche ascrivibili a ciascun indagato. L’indagine trae origine da un preoccupante incremento del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, registrato in particolare nei comuni di Soveria Mannelli, Decollatura, Carlopoli e nelle aree limitrofe, circostanza che ha indotto l’Arma ad avviare una mirata attività di contrasto.

Il modus operandi

Nel corso delle investigazioni è emersa la presenza di diversi modus operandi: alcuni soggetti effettuavano le cessioni inizialmente all’interno delle proprie abitazioni, per poi passare successivamente ad una modalità itinerante, mentre altri svolgevano l’attività di spaccio esclusivamente in forma itinerante, lungo i tragitti che dal luogo dell’approvvigionamento della sostanza conducevano fino alle abitazioni degli acquirenti. In taluni casi, l’attività iniziava in forma stanziale per poi evolversi in modalità itinerante, al fine di ridurre i rischi di individuazione. I pagamenti avvenivano quasi esclusivamente in contanti, senza concessione di crediti agli acquirenti, fatta eccezione per un singolo episodio in cui è stato riscontrato l’utilizzo di un sistema di pagamento elettronico per l’acquisto della sostanza stupefacente.

L’attività di spaccio in lockdown

L’area operativa degli indagati risultava particolarmente ampia, interessando non solo i comuni di Soveria Mannelli, Decollatura, Carlopoli e Colosimi, ma estendendosi anche alle città di Lamezia Terme, Catanzaro e Cosenza, con ramificazioni extraregionali che hanno condotto gli investigatori fino alla provincia di Benevento, in particolare a Sant’Agata de’ Goti, nonché al quartiere Secondigliano di Napoli e al Parco Verde di Caivano , entrambi tristemente noti per essere tra le piazze di spaccio più grandi d’Europa. Il nome dell’operazione richiama il periodo interessato dalle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, nonostante le quali l’attività criminosa veniva portata a termine dai soggetti indagati. L’operazione “Reventino in Lockdown” si inserisce nel più ampio quadro delle attività di prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti, confermando il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri e dell’Autorità Giudiziaria nel contrasto ai fenomeni di illegalità diffusa e nella tutela della sicurezza delle comunità locali.

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