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il sogno spezzato

Da Reggio Calabria al Trentino per le lavorare durante le Olimpiadi, la denuncia di Francesco: «Usato e discriminato»

Il 29enne arrivato a Predazzo per lavorare come allestitore e rispedito a casa per la sua invalidità. Il racconto su L’Adige

Pubblicato il: 06/02/2026 – 12:32
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Da Reggio Calabria al Trentino per le lavorare durante le Olimpiadi, la denuncia di Francesco: «Usato e discriminato»

Un viaggio dalla provincia di Reggio Calabria al gelo delle vette trentine, con la speranza di un impiego stabile durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 come allestitore di stand a Predazzo.
È la storia di Francesco De Crea, 29 anni, che si è trasformata in poche ore in un incubo. A raccontarla è il giornale “L’Adige”.

Il racconto

«Il 23 gennaio 2026 – racconta il giovane – vengo contattato dall’agenzia per il lavoro Adecco, presso la quale ho depositato il mio curriculum dove è evidenziato che appartengo alla categorie protette dall’articolo 1 (disabili). Mi viene proposta una posizione come allestitore di stand a Predazzo per la durata delle Olimpiadi, con inizio a febbraio e possibilità di rinnovo. Accetto con entusiasmo, supero il corso sulla sicurezza e vengo convocato per la visita medica pre-assuntiva domenica 2 febbraio a Pera di Fassa». Nonostante il superamento del corso sulla sicurezza e un’idoneità medica (con prescrizione per la sua invalidità al braccio), l’agenzia blocca l’assunzione all’ultimo momento, motivando il rifiuto proprio con la sua disabilità, nonostante questa fosse già indicata nel curriculum.
«Questa esperienza mi ha lasciato un profondo senso di umiliazione. Mi sono sentito usato e discriminato per la mia condizione, nonostante avessi dimostrato massima disponibilità attraversando l’intero Paese. Trovo inaccettabile che una persona con disabilità venga illusa e poi abbandonata dopo aver affrontato spese e sacrifici logistici, ignorando un giudizio di idoneità medica», è l’amara constatazione del giovane.
L’agenzia ha risposto alle colonne del quotidiano sostenendo che il candidato non fosse idoneo al ruolo specifico, annunciando verifiche interne sulle comunicazioni inviate al ragazzo.

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