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l’intervista

Renzi: «L’addio di Vannacci è la prima crepa nel centrodestra»

«Se Calenda va a destra perde una parte del suo gruppo dirigente»

Pubblicato il: 06/02/2026 – 8:16
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Renzi: «L’addio di Vannacci è la prima crepa nel centrodestra»

ROMA «È la prima crepa nel centrodestra. Fino a oggi sembravano indivisibili, mentre la sinistra litigava su tutto. Ora loro iniziano a perdere pezzi e l’opposizione dà segnali di unità». Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Matteo Renzi, leader di Italia viva, commentando l’addio di Roberto Vannacci alla Lega. «Tra un anno si vota – aggiunge – e la domanda sarà: dopo cinque anni di Meloni come siete messi in termini di stipendi, sicurezza, sanità pubblica? Meglio o peggio di cinque anni fa? Io credo che la maggioranza degli italiani non sarà contenta». «Vannacci – prosegue Renzi – non inventa niente, ma occupa uno spazio che c’è: lui prova a dare una casa ai delusi dalla Meloni. Sono elettori di destra che vedono più tasse e meno sicurezza. E che si aspettavano l’opposto. Davanti al record della pressione fiscale e all’aumento delle coltellate a scuola o in stazione è ovvio che la propaganda di ‘Giorgia-va-tutto-bene-Meloni’ non funziona più. La sinistra si sta svegliando e inizia a reagire, molto bene. E la sinistra dovrà fare proposte su temi concreti per vincere. Ma la vera novità è la frammentazione a destra. Se conosco Meloni, lei proverà a tenere Vannacci in coalizione, contro Salvini e contro Tajani. Ma non so se riuscirà a farlo. E comunque è il primo pezzo che crolla. Non è detto che sia l’ultimo. La coperta è corta: se vuole aprire al centro, perde a destra. Se si blinda a destra, perde al centro. Ma comunque vada, il dato di fatto è che nel 2027 la destra potrebbe dividersi. Se la sinistra non fa autogol, possiamo vincere». «Se Calenda va a destra – afferma ancora – perde una parte del suo gruppo dirigente. Guardate i numeri del Senato. Siamo partiti in nove senatori». Ha parlato con Elly Schlein di questo nuovo scenario? Che deve fare adesso il Campo largo? «Mettersi d’accordo su poche cose, concrete», conclude il leader di Italia viva. 

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