A Lamezia un presidio contro il tumore al seno
Accordo tra Spazio Salute e il Centro senologico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Visite mensili con équipe multidisciplinare

LAMEZIA TERME Portare l’alta specializzazione sanitaria in Calabria, riducendo la necessità di curarsi fuori regione. È questo il senso dell’accordo siglato tra Spazio Salute e il Centro senologico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, che garantirà visite specialistiche con cadenza mensile direttamente a Lamezia Terme. Un’intesa che punta a costruire un percorso completo: prevenzione, diagnosi precoce, chirurgia oncologica e, quando necessario, ricostruzione mammaria. A spiegare l’iniziativa è stato Giovanni Paola, direttore sanitario di Spazio Salute.
«Il Centro senologico di Pisa opererà da noi con cadenza mensile. Saranno presenti il direttore, il vicedirettore e un chirurgo plastico. L’obiettivo è offrire un percorso integrato, dalla prevenzione primaria fino alla fase chirurgica e ricostruttiva».

Il tumore alla mammella
Il riferimento è a una realtà consolidata: il Centro senologico di Pisa opera da oltre quindici anni ed è specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle patologie della mammella, in particolare quelle oncologiche. «Si tende a prevenire – sottolinea Paola – a individuare il problema in fase precoce, a eliminarlo e a ricostruire il seno, consentendo alla paziente di tornare alla propria vita. Purtroppo, spesso si arriva tardi e le conseguenze possono essere importanti».
Il tumore della mammella, del resto, resta la neoplasia più frequente nella popolazione femminile. «Colpisce una donna su dieci – spiega Matteo Ghilli, chirurgo senologo e direttore del Centro senologico di Pisa – e ha quindi un impatto sociale enorme. Più raramente può interessare anche la popolazione maschile, ed è giusto ricordarlo». L’accordo prevede la presenza alternata di più professionisti sul territorio, per garantire continuità assistenziale e presa in carico strutturata. «Vogliamo offrire risposte sia in termini di prevenzione sia di cura», precisa Ghilli.
Prevenzione primaria e secondaria
Prevenzione che si declina su più livelli. Da un lato la prevenzione secondaria, cioè l’anticipazione della diagnosi attraverso screening e controlli: la mammografia, in linea generale, andrebbe iniziata intorno ai 40 anni, mentre i controlli senologici e le ecografie mammarie già dai 30. Dall’altro la prevenzione primaria, legata agli stili di vita: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, niente fumo e consumo moderato di alcol. Un capitolo a parte riguarda le mutazioni genetiche che predispongono allo sviluppo del carcinoma della mammella e dell’ovaio – e in alcuni casi anche del pancreas e della prostata. «Queste famiglie vanno individuate e seguite con percorsi personalizzati e proattivi – spiega Ghilli –. Esistono anche interventi di chirurgia profilattica per ridurre in modo significativo il rischio e garantire una buona qualità di vita».
L’emergenza “migrazione sanitaria”
Sul fondo resta un dato strutturale: la migrazione sanitaria. «È un fatto che circa il 50% dei calabresi si rivolga a strutture fuori regione», evidenzia Paola. Per questo Spazio Salute ha avviato accordi con diversi centri di eccellenza del Nord Italia, con l’obiettivo di avvicinare competenze e professionalità al territorio. Una scelta che punta non solo a offrire cure, ma anche a rafforzare la fiducia nella sanità locale. Perché, nel caso del tumore al seno, il tempo fa la differenza. E intercettare il problema in fase precoce può trasformare una diagnosi in una storia di ritorno alla normalità. (Gi.Cu.)
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