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IL COMITATO

Parte da Reggio Calabria, il viaggio per il centenario di Luciano Tavazza

Dopo la conferenza stampa romana, Reggio Calabria è stata la prima tappa delle celebrazioni nazionali volute dal Comitato per il centenario

Pubblicato il: 07/02/2026 – 15:19
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Parte da Reggio Calabria, il viaggio per il centenario di Luciano Tavazza

REGGIO CALABRIA Il 2026 segna il centesimo anniversario dalla nascita di Luciano Tavazza, uno dei precursori del volontariato organizzato in Italia. La storia e il metodo di Tavazza, i valori e le sfide sono quelli che vivono ancora anche in Calabria nell’organizzazione moderna del volontariato sociale, ma anche nella qualità del confronto con le nuove urgenze sociali. Dopo la conferenza stampa romana, Reggio Calabria è stata la prima tappa delle celebrazioni nazionali volute dal Comitato per il centenario con un convegno organizzato dall’Associazione Luciano Tavazza OdV e dal CSV dei Due Mari. Il confronto tra esperti, rappresentanti istituzionali e operatori del Terzo Settore si è avviato su  basi solide e punti valoriali fermi, di visione e di cambiamento per il presente e il futuro di un movimento complesso e strutturato come quello del volontariato. Una realtà che, secondo il dato ISTAT del 2023,  in Italia coinvolge oggi circa 4,7 milioni di persone (9,1 %), impegnate sia in associazioni sia in aiuti diretti e in Europa, il 12 % della popolazione adulta, con punte molto più elevate nei paesi nordici e una stima complessiva di circa 90-94 milioni di volontari nel complesso dell’Unione Europea. Una mattinata che è stata di narrazione, memoria e futuro in una terra dove Tavazza ha lasciato una traccia profonda. Una continua evoluzione civile e partecipata, bisognosa di adeguamenti legislativi e di una lettura socio culturale capace di fare i conti con l’attualità e che trova nell’insegnamento di Tavazza la contemporaneità delle sfide sociali. Come ha sottolineato, nel suo intervento di saluto la presidente del CSV dei Due Mari, Orsola Foti: «Luciano Tavazza era un tessitore di reti e riusciva a farlo quasi con naturalezza, annullando le differenze tra gli snodi centrali e periferie italiane. Le tante reti che ha creato oggi delineano un mondo, quello del Terzo Settore, che negli Anni ’80 era in costruzione e scontava difficoltà economiche e comunicative. Solo grazie alla tenacia di alcuni, alle loro capacità, alla loro dedizione sono maturate per come oggi le conosciamo». E chiude – «Impegno ancora più gravoso considerando che si mettevano in rete esperienze che venivano dal mondo ecclesiale con altre completamente laiche». Reti sociali che, per motivi diversi dalle origini, incontrano oggi nuovi ostacoli. «Con il percorso di quest’anno dedicato a Luciano Tavazza – dice la presidente del Comitato per il Centenario, Silvia Costa – vogliamo contribuire a rilanciare il ruolo e l’identità  del volontariato organizzato che intende  rispondere ai bisogni reali, alle povertà antiche e contemporanee, ma anche rimuoverne le cause e produrre cambiamento e innovazione sociale, uscendo dalla trappola della sola gestione per conto delle istituzioni. E grazie al progetto “Oasi della solidarietà” intendiamo dare più voce e mappare le piccole associazioni di volontariato che si basano sui principi della Carta dei valori (spontaneità, gratuità e solidarietà) ma che spesso hanno difficoltà per gli adempimenti burocratici e le rigidità organizzative dell’attuale Codice del Terzo settore. Questo spesso impedisce loro anche di partecipare a bandi e progetti delle PA!». Nel concludere la presidente Costa punta sulle necessità imminenti del Volontariato organizzato: «Si sente l’esigenza ritrovare un luogo specifico di rappresentanza e confronto del volontariato , anche dopo la fine delle Conferenze nazionali triennali , inaugurate nel 1988 dall’allora Ministra Rosa Russo Jervolino. Preoccupa anche  la poca attenzione alla ricerca sull’evoluzione del volontariato e la sempre più scarsa rappresentanza delle OdV nel Forum del Terzo Settore nazionale e locale. Oggi la sfida è anche quella di costruire una cittadinanza solidale europea rafforzando le sinergie tra il servizio civile universale e il Corpo europeo di solidarietà». Sono tanti i contributi dati da Tavazza alla crescita della democrazia, dello stato sociale e della società civile in Italia: dalla partecipazione alla Resistenza Partigiana, alla gestione di importanti Enti di assistenza, alle lotte per la giustizia sociale fino alla promozione della nuova legge sul volontariato. Dopo i saluti istituzionali di Orsola Foti, Domenico De Simone e Silvia Costa, i lavori, coordinati da Giuseppe Lumia, hanno approfondito i fondamenti del pensiero di Tavazza e il valore politico ed etico del volontariato. La voce di Luciano Tavazza, negli audio diffusi in sala e provenienti dall’archivio di Radio Radicale,  ha introdotto e alternato gli interventi di Renato Frisanco e di Maria Paola Tavazza. «La memoria di Luciano Tavazza continua a generare pensiero e responsabilità nel presente, dice Maria Paola Tavazza, figlia e segretaria dell’Associazione a lui intitolata – . I documenti del suo archivio mostrano intuizioni ancora capaci di orientare il volontariato di oggi. In questa prospettiva, la formazione torna ad essere il fondamento di un autentico rilancio etico e civico del volontariato organizzato, chiamato a rimuovere le cause dell’emarginazione e a costruire nuove forme di partecipazione». Le parole di Monsignor Francesco Savino – vice presidente della CEI e Vescovo di Cassano allo Jonio, si sono soffermate sul volontariato, citando Carlo Maria Martini,  come tempo donato a chi vive la povertà, la vulnerabilità. Oggi  – dice Savino – sono preoccupato per il volontariato, che vive un momento di grande crisi ed è nostro dovere interrogarci il perché e recuperare quel metodo di Tavazza che potrebbe aiutare la riorganizzazione del Volontariato. Oggi – ha ribadito il Vescovo – che domina il capitalismo selvaggio e tutto è mercato e scambio, non dobbiamo permettere che l’indifferenza prenda il sopravvento. Un esempio per tutti, – dice ancora – l’indifferenza verso i fratelli migranti non diventi la grande distrazione di massa che porta in secondo piano la  crisi della democrazia. Tavazza in questo è stato profeta ante litteram e ha anticipato il futuro. – E scuote avviandosi ai saluti – Non arrendiamoci e probabilmente recuperare il volontariato può aiutarci a recuperare anche la coscienza critica». Il punto sul ruolo politico del Volontariato e di Luciano Tavazza lo esprime Mario Nasone, co-fondatore del Mo.Vi. e del Centro Comunitario Agape di Reggio Calabria, che ha sottolineato il valore politico del volontariato su temi fondanti dei diritti: la salute, il lavoro, le infrastrutture: «Raccogliere oggi l’eredità di Luciano Tavazza significa rimettere al centro il ruolo politico del volontariato, non come nostalgia ma come scelta di futuro. In un tempo segnato da disuguaglianze crescenti, povertà educative e crisi del welfare, il volontariato è chiamato a essere generatore di coscienza critica, forza di cambiamento e presidio di giustizia sociale. Gratuità e impegno politico devono tornare a saldarsi per costruire diritti, comunità e speranza, soprattutto coinvolgendo le nuove generazioni. Senza questo orizzonte, il volontariato rischia di perdere la propria anima e la sua capacità di incidere sulla realtà». La riflessione si è arricchita dei contributi sul welfare e delle esperienze operative del territorio calabrese, con l’intervento di Ketty Vaccaro, ricercatrice ed esperta sui temi della salute e  la presentazione del progetto delle Oasi da parte di Emanuele Alecci e le testimonianze di rappresentanti del mondo accademico e del Terzo Settore in Calabria. L’iniziativa ha ribadito l’attualità dell’eredità di Luciano Tavazza e il ruolo del volontariato come risorsa fondamentale per la costruzione del bene comune.

IL COMITATO PER IL CENTENARIO

Il comitato per il Centenario , che conta oltre 60 componenti, è presieduto dall’on. Silvia Costa e vede il Prof. De Rita Presidente onorario. Tra i soggetti aderenti troviamo tanti enti e soggetti che hanno conosciuto e proseguito la sua attività , da don Marco Pagniello direttore Caritas italiana, don Giacomo Panizza co-fondatore di Comunità Progetto Sud, Marianna Giordano presidente Cismai, Patrizio Petrucci Anpas, Marina Galati presidente Cnca OdV, Riccardo Sollini, Comunità di Capodarco dell’Umbria e Maria Teresa Vinci, Dirigente emerito della Presidenza del Consiglio.

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