Prenotazioni sempre più h24. La salute non segue più gli orari di ufficio
I dati del report annuale dell’Osservatorio CupSolidale. Il 40% degli italiani le fa di notte e nel weekend

ROMA La salute non segue più gli orari di ufficio. È quanto emerge dal report annuale dell’Osservatorio CupSolidale, che ha analizzato i dati del 2025 su un campione di 1.230.906 prenotazioni. L’anno appena trascorso segna un cambiamento culturale definitivo: quasi il 40% delle visite mediche viene ormai prenotato “fuori orario”, quando i Cup tradizionali e le segreterie sono chiusi.
LA SANITÀ “NO STOP”: VINCE CHI È SEMPRE APERTO – Nel 2025 gli italiani hanno usato il digitale per aggirare i limiti di orario. Il 24% delle prenotazioni è avvenuto di sera o di notte (dalle 19:00 alle 08:00) e il 15% durante il weekend. La richiesta è dominata dall’urgenza: un paziente su due (50,3%) fissa un appuntamento per effettuarlo entro 5 giorni. Ancora più significativo il dato sulle prestazioni “last minute”: quasi un utente su quattro (22,9%) riesce a ottenere la visita entro 48 ore dalla prenotazione.
IDENTIKIT DEL PAZIENTE: DONNE AL COMANDO, MA UN QUARTO SONO OVER 65 – I dati delineano con chiarezza chi si rivolge alla sanità privata digitale: Il primato femminile – Le donne rappresentano il 59,4% del totale utenti, confermandosi il vero motore della prevenzione, con un ‘baricentro’ nella fascia d’età 35-44 anni. Il peso degli anziani – Non sono solo i giovani a usare il digitale. I pazienti Over 65 rappresentano ormai un quarto (25%) del totale. È interessante notare che proprio in questa fascia d’età la quota maschile è più forte rispetto alla media, trainata spesso da necessità di diagnostica specifica.
IL RUOLO DELLE MADRI E L’AFFIDABILITÀ – Il report svela anche il ruolo cruciale del “caregiver” digitale: oltre il 10% delle prenotazioni viene fatto per conto di terzi. Chi prenota per altri è quasi sempre una donna (72%) tra i 35 e i 54 anni. Chi sono i beneficiari di questo lavoro di cura? In gran parte i figli: quasi la metà dei pazienti totali (48%) sono infatti minori tra 0 e 17 anni. Infine, cade il mito del paziente inaffidabile. Il tasso reale di ‘no-show’ (chi non si presenta) si attesta al 7,43% , ma la percentuale crolla sotto il 5% per chi sceglie il pagamento online, dimostrando che la trasparenza riduce gli sprechi.
LE PRESTAZIONI PIÙ RICHIESTE – La classifica degli esami riflette bisogni concreti e quotidiani: al primo posto l’ecografia all’addome completo (3,79%), seguita dalla visita dermatologica (3,44%) e dalla visita oculistica (2,47%). “I dati del 2025 ci dicono che il paziente digitale è ormai maturo- commenta Leonardo Aloi, ceo & founder di CupSolidale- Non parliamo solo di nativi digitali: il fatto che un quarto dei pazienti siano Over 65 dimostra che la facilità d’uso ha abbattuto le barriere generazionali. La domanda sanitaria oggi esige accessibilità totale: vince chi permette di prenotare in qualsiasi momento, dal divano di casa, riducendo a zero le attese telefoniche”. (Dire)
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