Calabria, vertenze aperte e riforme rinviate. Sesta Commissione sotto pressione
Seduta tutt’altro che interlocutoria a Palazzo Campanella, tensioni su lavoro, agricoltura e competenze istituzionali, con pochi sì e molti rinvii

REGGIO CALABRIA Una seduta lunga e tutt’altro che interlocutoria quella di oggi pomeriggio in Sesta Commissione del Consiglio regionale della Calabria, presieduta da Elisabetta Santoianni (Forza Italia). Sul tavolo non solo atti amministrativi, ma vertenze sociali irrisolte, assetti di competenze tra Regione e Comuni e una crescente distanza tra finalità dichiarate e reale capacità di “messa a terra” delle politiche regionali.
Il momento politicamente più denso è stato senza dubbio quello dedicato alla vicenda del Tfr non corrisposto agli idraulico-forestali, ex dipendenti dei Consorzi di Bonifica soppressi e oggi in quiescenza. Le audizioni dei rappresentanti di Uila Uil, Flai Cgil e Fai Cisl hanno restituito il quadro di una vertenza che non è più solo tecnica ma apertamente politica: lavoratori che attendono da anni somme maturate e una responsabilità amministrativa che continua a rimbalzare tra enti, gestioni commissariali e livelli istituzionali.
Nel dibattito, il consigliere Giuseppe Falcomatà (PD) ha spinto per un’assunzione di responsabilità chiara da parte della Regione, mentre dalla maggioranza il leghista Gianpaolo Bevilacqua ha chiesto di allargare il confronto ai commissari, segnale evidente di una difficoltà a chiudere la partita nei confini dell’attuale gestione.
La presidente Santoianni, nel tentativo di ricomporre il quadro, ha garantito l’impegno della Commissione, ma senza indicare una tempistica concreta: un passaggio che fotografa bene lo stato della vertenza, riconosciuta ma ancora senza soluzione.
Più lineare, ma non priva di tensioni, la discussione sul Regolamento attuativo della legge regionale sui prodotti De.Co. Il provvedimento, approvato a maggioranza, punta a creare un Registro regionale dei Comuni con prodotti a denominazione comunale, con il supporto di una piattaforma informatica regionale.
Qui si è consumato uno dei confronti politici più netti della seduta: da un lato il Dipartimento Agricoltura, con il dirigente generale Giuseppe Iiritano; dall’altro la consigliera Filomena Greco (Casa Riformista – Italia Viva), che ha messo in discussione l’efficacia reale del modello, denunciando lacune procedurali, debolezza sul piano del marketing territoriale e ci sia una certa invasione di competenze ed il ridimensionamento del ruolo dei Comuni.
Via libera anche all’aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale, con l’avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Un passaggio definito “necessario” dopo anni di pianificazione incompleta, che segna un tentativo di riportare equilibrio tra istanze ambientaliste e mondo venatorio. Tuttavia, anche qui il consenso espresso in Commissione appare più procedurale che politico, rinviando le vere scelte alla fase di consultazione pubblica.
Il clima si è fatto invece più critico sulla proposta di legge in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi, di iniziativa della presidente Santoianni. La consigliera Greco ha affondato il colpo parlando di assenza di una visione di filiera, eccessiva concentrazione di competenze, rischio di conflitti di interesse e controlli inadeguati. Un attacco frontale che ha portato al rinvio della trattazione, ufficialmente per approfondimenti tecnici, ma politicamente per evitare uno scontro prematuro in Commissione.
Rinvio anche per la proposta di legge, promossa dai Comuni, sulla valorizzazione dei centri storici calabresi, tra dubbi sulla copertura finanziaria e possibili sovrapposizioni di competenze con livelli nazionali. (redazione@corrierecal.it)
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