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Duplice tentato omicidio a Diamante, la Cassazione annulla con rinvio per tre imputati

La Suprema Corte ha ritenuto di cassare le ordinanze emesse con riferimento all’istanza di accesso a programmi di giustizia riparativa

Pubblicato il: 11/02/2026 – 18:36
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Duplice tentato omicidio a Diamante, la Cassazione annulla con rinvio per tre imputati

DIAMANTE La Suprema Corte di Cassazione, nell’udienza del 10 Febbraio – in parziale accoglimento dei ricorsi presentati dal Collegio difensivo, composto dagli avvocati Giuseppe De Marco, Cristian Cristiano e Francesco Santelli, tutti del foro di Cosenza – ha annullato con rinvio la sentenza emessa dalla Corte D’Appello di Catanzaro a carico di Mattia De Rose Mattia, Massimo De Rose e Alessandro De Rose, tutti imputati del reato di tentato omicidio in ragione dei colpi da arma da fuoco esplosi, in un noto bar di Diamante, all’indirizzo dei proprietari del locale, per ragioni legate a precedenti alterchi, sui quali si era già pronunciato il Tribunale Collegiale di Paola, escludendo la futilità dei motivi.
Ferma la responsabilità per il reato contestato conseguenza del rigetto dei restanti motivi, la Suprema Corte ha ritenuto di cassare le ordinanze emesse nei precedenti gradi di giudizi con riferimento all’istanza di accesso a programmi di giustizia riparativa ritualmente avanzate sin dal primo grado di giudizio ma rigettate con motivazioni inconferenti. Da qui l’incidenza teorica sulla pena inflitta, dodici anni, sulla quale sarà nuovamente chiamata a pronunciarsi la Corte d’Appello di Catanzaro, seppur in altra sezione, dovendosi avere riguardo al principio che sarà fissato nella futura motivazione.
La sentenza emessa rappresenta, di fatto, la prima applicazione del recente principio sancito dalle Sezioni Unite, in punto di autonoma impugnabilità dell’ordinanza reiettiva dell’apposita istanza avanzate dalle difese, le cui motivazioni erano state depositate solo nel tardo pomeriggio dello scorso 9 Febbraio, consentendo, in tal modo, un più ampio dibattito in aula sulla questione ritualmente proposta con i motivi d’appello e, poi, di ricorso in Cassazione, su cui gli avvocati Cristiano, Santelli e De Marco avevano insistito al fine di una preliminare remissione alle Sezioni Unite, in ragione del sopravvenuto contrasto fra le diverse sezioni semplici.
Da qui, un preliminare rinvio nello scorso mese di Ottobre e, ieri, la pronuncia di annullamento che rimette nella mani dei Giudici di secondo grado la complessiva rideterminazione della pena, per come richiesto, in aula, dallo stesso Procuratore Generale che aveva insistito per l’annullamento con rinvio, in ragione dell’inconferenza delle argomentazioni propinate, sul punto, dai Giudici presso il Tribunale di Paola che, nel rigettare l’istanza difensiva, avevano equivocato le ragioni da porre a fondamento dell’eventuale provvedimento di diniego, incorrendo, così, nel vizio di motivazione lamentato.
Gli imputati rimarranno, per ora, in regime di arresti domiciliari. L’annullamento dovrà condurre ad un’obbligatoria valutazione da parte del nuovo giudice, solo all’esito del deposito dell’innovativa sentenza. (f.b.)

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